Sonorizzare le chiese

Vi sono ambienti nei quali l’installazione, la messa in funzione e la calibrazione dei sistemi audio sono particolarmente critici.
Per motivi legati alle caratteristiche acustiche e architettoniche, le chiese appartengono certamente a questa categoria d’ambienti.
Questa criticità, legata in parte anche al tipo di utenza cui è destinata la funzionalità del sistema, comporta costi più elevati rispetto a installazioni in altri luoghi.

1) La Dinamica

Le chiese sono solitamente caratterizzate da un rumore di fondo più basso rispetto ad altri luoghi d’incontro, di conseguenza il sistema d’amplificazione deve essere particolarmente silenzioso per evitare che il rumore da esso generato possa essere percepito nelle zone preposte all’audizione.
Il range dinamico garantito dal sistema non dovrebbe essere inferiore a 96 Decibel, valore tipico degli studi di registrazione o altri luoghi dove l’ascolto è critico.
Occorre tenere presente che le apparecchiature audio, specialmente quelle destinate a questo tipo d’installazione, non sono “plug & play” e che in genere i costruttori non seguono degli standard predefiniti per stabilire i parametri e le prestazioni dei componenti.
Tutti i dispositivi elettronici producono rumore che può essere udito in certe circostanze ed è importante renderne minima l’entità regolando opportunamente il guadagno (fattore d’amplificazione) dei singoli componenti che costituiscono la catena di riproduzione.
Il processo di ottimizzazione dei singoli guadagni è condotto dopo aver installato le apparecchiature e il risultato finale in termini di rumore di fondo dovrebbe essere il migliore possibile in funzione delle potenzialità del sistema.

2) Rapporto Segnale / Rumore e la Larghezza di Banda

In un luogo di culto ogni posto a sedere dovrebbe essere caratterizzato da un adeguato valore di rapporto segnale / rumore.
Un requisito minimo in tal senso prevede un valore di 25 Decibel di rapporto segnale / rumore per ogni posto a sedere in tutte le zone d’ascolto.
Per quanto riguarda la larghezza di banda di un sistema per il parlato, la regola da seguire è quella di avere un’estensione della risposta almeno doppia della banda del segnale. Sono assolutamente fuori luogo discorsi del tipo “per il parlato è sufficiente la banda telefonica”.
Se dal punto di vista del rumore di fondo è opportuna una limitazione della banda passante, dal punto di vista della corretta articolazione e dell’intelligibilità è necessario avere una risposta in frequenza sufficientemente estesa. Un requisito minimo in tal senso è un’estensione della banda fra 150 Hz e 12 kHz.


3) Copertura Uniforme

Molti luoghi d’ascolto sono caratterizzati da punti “caldi” e “freddi” a livello di copertura del suono. Questo può essere causato da un’interazione fra le emissioni di diversi altoparlanti, cosa inevitabile quando è necessario impiegare più altoparlanti per garantire una copertura adeguata.
Un buon progetto assicura che ci sia comunque copertura nell’area d’ascolto e che nessun posto a sedere sia reso inutilizzabile dall’interazione fra più altoparlanti.
Di questo si deve tenere conto nella scelta del posizionamento degli altoparlanti, fatti salvi i vincoli architettonici che spesso impongono scelte non ottimali dal punto di vista dell’interazione acustica e della relativa copertura.

4) Versatilità

Un sistema d’amplificazione può essere ottimizzato per la voce oppure per la musica; nell’ambito di un sistema installato in chiesa, solitamente l’ottimizzazione riguarda il parlato e la relativa intelligibilità, perché è soprattutto questo che è richiesto all’impianto.
Ciò non esclude che, soprattutto con determinati sistemi e in certi ambiti, si possa trovare un buon compromesso fra amplificazione del parlato e riproduzione della musica, a patto di non pretendere di poter sentire le fondamentali più basse dell’organo.
Nel caso in cui si voglia ottenere una riproduzione adeguata delle basse frequenze, si ricorre a un altro sistema, che integra quello dedicato alla voce, da utilizzare appositamente per la musica, in particolare se si vuole riprodurre l’organo.
I due sistemi possono ovviamente interagire, per esempio se s’impiegano riproduttori di canti liturgici con musica d’organo. In questi casi la traccia contenente la voce è riprodotta negli altoparlanti dedicati al parlato, mentre la traccia con registrata la musica è riprodotta da altri diffusori caratterizzati da una risposta più estesa verso le basse frequenze, pilotati ovviamente da amplificatori diversi rispetto a quelli che amplificano la voce.

5) Il Ronzio

Il ronzio, chiamato in gergo “Hum” oppure “Buzz”, è probabilmente l’effetto che più di ogni altro e con maggiore evidenza, può peggiorare le prestazioni di un sistema audio.
Le cause del ronzio possono essere differenti: cattiva messa a terra delle apparecchiatura, o impianto di messa a terra non adeguato, cablaggio non ben eseguito, utilizzo di cavi non adatti o non adeguatamente schermati.
Il ronzio può essere fastidioso e penalizzante nei confronti delle prestazioni del sistema, soprattutto in ambienti riverberanti come lo sono molte chiese. In tali circostanze l’effetto di mascheramento di certe frequenze, che si manifesta in tutti i sistemi d’amplificazione nei quali vi sia ronzio, risulta essere particolarmente evidente, con inevitabile scadimento della qualità, soprattutto in termini d’intelligibilità a bassi livelli d’ascolto.

6) Il Margine Prima del Feedback Acustico

Il fenomeno del feedback acustico, noto anche come “effetto larsen”, è tipico di tutte le situazioni in cui un microfono è situato nella stessa area in cui è collocato un altoparlante che riproduce il segnale proveniente dal microfono stesso.
Il fenomeno è ancora più evidente nel caso in cui vi siano diversi microfoni e più altoparlanti e può essere innescato con maggiore facilità nelle situazioni in cui, e l’installazione in chiesa è una di queste, i microfoni sono collocati piuttosto distanti dal parlatore.
Sono richieste due cose affinché vi sia un funzionamento corretto, privo di inneschi dovuti al feedback.
La prima è che il sistema sia veramente stabile, il che presuppone un corretto posizionamento degli altoparlanti rispetto ai microfoni, una opportuna equalizzazione che riduca i livelli delle frequenze di risonanza del sistema impianto-ambiente ed eventualmente l’impiego di dispositivi (anti-feedback o più comunemente detti anti-larsen), che innalzino almeno di qualche Decibel la soglia d’innesco del feedback.
La seconda è un corretto utilizzo del sistema da parte di chi lo usa abitualmente. Questa è una condizione abbastanza critica nell’ambito della chiesa, poichè nella quasi totalità dei casi chi utilizza il sistema generalmente si limita ad accendere l’impianto e si aspetta che il tutto funzioni correttamente senza bisogno d’intervenire in alcun modo.
È molto utile in tal senso dotare il sistema di semplici e intuitive regolazioni che consentano all’utilizzatore di poter variare, per esempio, il volume generale, senza che questa manovra provochi l’innesco del larsen. Si tratta generalmente di cosiddetti “preset”, in altre parole tre o quattro livelli fissi di volume che il prete o il sacrestano possono scegliere in funzione del grado di riempimento della chiesa. La richiesta è, infatti, tipicamente del tipo: se ci sono più persone ci vuole un volume più alto. Dato che la presenza di un numero minore o maggiore di persone influisce anche sulla risposta dell’ambiente (quando la chiesa è piena, si avverte in generale un minore riverbero), i “preset” più evoluti prevedono un’equalizzazione differente in funzione del numero di persone presenti alla funzione.
Sono abbastanza usuali le diciture “Feriale – Festivo – Solenne”, corrispondenti a tre differenti gradi di riempimento dell’aula.

7) Microfoni “wireless” (Radiomicrofoni) e Interferenze a Frequenze Radio (RFI)

L’utilizzo di microfoni “wireless” può comportare dei problemi dovuti tipicamente a interferenze che il sistema può subire da parte di segnali radio indesiderati.
Nonostante vi siano frequenze omologate espressamente per questo tipo d’impiego, non è raro, soprattutto in certe zone (tipicamente nei centri delle città), che il sistema trasmettitore-ricevitore sia affetto da disturbi a radiofrequenza di varia origine.
L’utilizzo di radiomicrofoni a più canali, dotati di sistemi in grado di verificare se un certo canale è libero o meno da disturbi, aiuta nella quasi totalità dei casi.
L’altro aspetto dei disturbi a radiofrequenza riguarda l’eventuale influenza che essi possono avere nel funzionamento complessivo dell’impianto. In condizioni particolarmente critiche, per esempio in prossimità di ponti radio e ripetitori radio-televisivi, i segnali a radio frequenza possono essere captati perché i cavi di collegamento, in particolare quelli che collegano i microfoni alla centrale, si comportano come antenne. Per evitare problemi in tal senso, è necessario l’utilizzo di cavi di adeguata qualità e l’impiego di mixer e amplificatori dotati di filtri sugli ingressi.


8) Fare Installazioni “pulite”

Un aspetto molto importante per un sistema audio è la qualità dell’installazione.
È imperativo che siano eseguite in modo corretto le connessioni fra i diversi componenti dell’impianto e che siano rispettate le normative, soprattutto per ciò che riguarda la connessione con la rete elettrica. Ricordiamoci che, oltre che funzionare bene, il sistema deve garantire la massima sicurezza nei confronti di chi lo utilizza e di chi esegue la manutenzione.
I cavi devo essere opportunamente terminati e identificati ed è sempre consigliabile, nel caso d’installazioni nuove, prevedere il più possibile l’espansione del sistema, per esempio posando un cavo in più di quanto sia effettivamente richiesto al momento. Questo consentirà una più agevole aggiunta di componenti se nel futuro fosse richiesta un’espansione dell’impianto.
Sempre nell’ottica di rendere agevoli i futuri interventi sul sistema, è necessario produrre uno schema dell’impianto e conservare i manuali e le schede tecniche dei prodotti installati.
La pulizia del lavoro effettuato consente di rendere minimo l’impatto visivo, cosa particolarmente importante in un ambito come la chiesa e luoghi attigui.

9) Apparecchiature Professionali

Il mercato dell’audio professionale garantisce un’ampia offerta di apparecchiature e dispositivi. Molti di essi sono sicuramente in grado di soddisfare le esigenze specifiche richieste da un certo tipo d’installazione. I criteri che portano alla scelta di un certo apparecchio a scapito di altri sono in generale diversi e dipendono da molti fattori. Oltre ai requisiti di qualità e affidabilità è raccomandabile basare le scelte anche sulla facile reperibilità e sulla possibilità di avere una pronta e sicura assistenza tecnica e commerciale.
Ovviamente tutte le apparecchiature devono avere le dovute omologazioni e rispettare le norme relative alla sicurezza e all’emissione di radiofrequenze.

10) Calibrazione e Documentazione

La corretta regolazione del sistema è fondamentale se si vuole che esso possa essere usato con facilità ed è importante fare in modo che l’utilizzo sia il più possibile semplice e intuitivo.
La calibrazione dell’impianto deve essere condotta con l’ausilio di un’adeguata strumentazione, sia dal punto di vista elettrico, sia per l’acustica.
Come già detto in precedenza, è importante produrre una documentazione che includa lo schema dell’impianto e i manuali delle apparecchiature installate.

Conclusioni

La chiesa è un ambiente d’ascolto critico, sia per il parlato, sia per la musica; affinché l’ascoltatore sia in grado di capire correttamente ciò che viene detto durante le funzioni e le celebrazioni, e possa apprezzare la musica riprodotta con una certa qualità, il sistema audio deve soddisfare determinati requisiti che riguardano fondamentalmente la dinamica e l’estensione della risposta in frequenza.
I requisiti dal punto di vista delle prestazioni elettro-acustiche devono essere accompagnate, per ciò che riguarda l’installazione, dal rispetto delle regole e delle normative riguardanti la sicurezza e l’immunità ai disturbi. A tutto questo deve far seguito il servizio al cliente o al committente, il che significa essere in grado di far fronte alle richieste derivanti da eventuali modifiche ed espansioni del sistema e al suo adeguamento a nuove condizioni operative.

Luca Comi
NRG30 Network

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