La Smart Classroom del futuro è al MIP Politecnico di Milano con Epson e Re Mago

La Redazione di IntegrationMag era presente all’evento “Smart Classroom” organizzato da Epson, in collaborazione con Re Mago e MIP Politecnico di Milano, che quest’anno festeggia il suo quarantesimo anniversario.

L’evento si è svolto all’interno di un’aula del Politecnico di Milano, nell’edificio 26, uno spazio in cui tecnologia, formazione e business si sono incontrati per dare vita alla prima Digital Classroom dedicata all’interazione, alla condivisione e al brainstorming per il futuro della formazione manageriale.

Il MIP è infatti una scuola di management che affronta le esigenze del mondo del business con corsi di formazione specializzati progettati per chi ha già intrapreso una carriera professionale. All’interno del Campus Bovisa, sono già 13 le aule attrezzate con strumenti tecnologicamente avanzati, ma in questa in particolare è stata realizzata un’installazione con le più innovative soluzioni tecnologiche messe a punto da Epson in partnership con Re Mago Ltd., società inglese che si è affidata ad un team di sviluppo “made in Italy” e che ha creato un software per il visual collaboration e brainstorming, ideale per Smart Classroom e Smart Working.

Marco Vezzoli, Division Manager del MIP, ha introdotto l’incontro raccontando come il percorso di digitalizzazione dell’Istituto sia iniziato nel 2012/2013 con l’introduzione di soluzioni dedicate allo sviluppo di percorsi di didattica remota e di didattica digitale. “All’inizio una grossa parte di studenti lavorava in presenza mentre un’altra piccola parte da remoto, e già questo era un diverso futuristico approccio al collaboration. Il vero cambiamento lo abbiamo oggi, con una trasformazione radicale che passa dall’IT.”

Il digitale permette infatti un “alleggerimento” fisico a livello di materiali necessario per studenti e docenti, una velocizzazione dei processi (che rende più veloce anche l’apprendimento), la totale condivisione dei documenti generati durante le lezioni, oltre che alla reale possibilità di reperimento degli stessi in tempi record (grazie al Cloud). L’approccio di docenti ed allievi ne risulta interattivo e moderno e dagli interessanti impulsi e sviluppi futuri.

Flavio Attramini, Head of Business Sales di Epson, ha poi spiegato che il processo di sviluppo dell’innovativo spazio di formazione è nato dalle precise necessità di ammodernamento dettate dalle persone, che ne sono le protagoniste. Una filosofia dunque human centered di cui l’azienda giapponese si fa da sempre portavoce (come per quanto riguarda la sostenibilità) e che le ha permesso di entrare nella dinamica reale dello spazio/ambiente del fruitore, per riuscire a sviluppare tecnologie “azzeccate” con l’esigenza.

Nel caso della Digital Classroom del MIP, Epson ha fornito ben 8 videoproiettori laser interattivi EB-710Ui, disposti a coppie in daisy chaining sulle quattro pareti dell’aula che si sono trasformate in aree di lavoro condivise, dove docente ed allievi posso scrivere, condividere, annotare e modificare i documenti, registrando ogni passo dell’attività svolta e salvando il tutto al termine per avere una copia digitale completa e totalmente usufruibile.

Uno degli aspetti più interessanti della Smart Clasroom è che ciascuno dei due videoproiettori ad ottica ultra-corta presenti sui lati dell’aula può essere utilizzato per proiettare contenuti diversi o per formare un’unica grande area di lavoro. Tutta la superficie proiettata (una semplice porzione di muro dipinto di bianco) è interattiva e sia i docenti che gli alunni possono intervenire con le apposite penne fornite con i videoproiettori, ma anche semplicemente utilizzando le dita (funzione Finger Touch) oppure, se collegati da remoto, scrivendo sul proprio dispositivo smartphone, tablet o pc connesso alla stessa sessione tramite il Cloud.

La didattica diventa quindi “multi-direzionale”, proprio come quella che si riscontra negli ambienti collaborativi più smart e moderni e che gli studenti, una volta usciti dalle aule del MIP, troveranno poi nel loro ambiente di lavoro.

Cristiano Fumagalli, Chief Technology Officer di Re Mago, ci ha spiegato come la Visual Collaboration sia la vera arma vincente dell’ambiente meeting “perchè permette di condivedere contenuti di qualsiasi tipo in aula, anche con chi non è fisicamente presente. Grazie ai videoproiettori Epson, l’ambiente collaborativo si fa spazio interattivo in cui si “lavora sulle persone”, unico centro possibile.”

Il software sviluppato da Re Mago permette di condividere, annotare e presentare contenuti digitali (testi, suoni, immagini, video, link) ed informazioni in tempo reale da qualsiasi dispositivo PC o Mobile presente in aula o collegato da remoto. Queste azioni sono svolte in maniera semplice ed intuitiva grazie all’interfaccia utente del software, programmato appositamente per essere immediatamente easy-to-use.

Nella seconda parte dell’evento di presentazione, il Prof. Vito Manfredi Latilla, Department of Management Engineering per il Politecnico di Milano, ha dato il via al momento “workshop” in cui i presenti sono stati coinvolti come studenti partecipanti ad una lezione “tipo”.

Grazie ai due videoproiettori installati alle sue spalle, il docente ha utilizzato lo spazio di proiezione: avanzava fra una slide e l’altra, prendeva appunti e segnalava le cose più importanti, utilizzando l’apposita penna in dotazione o attraverso il semplice tocco delle dita della mano. Ha fatto capolino anche uno studente connesso in remoto che ha annunciato di voler condividere con noi un articolo interessante sull’argomento trattato. Detto fatto, l’articolo è comparso come per magia sulla lavagna del docente in una nuova finestra “pop up”.

Il software Re Mago permette infatti di disegnare, di condividere file di qualsiasi tipo (immagini, video, PDF, documenti di Office, link a siti internet), ma anche di navigare sul web e accedere e presentare applicazioni. La funzione “Lazo Tool” di Re Mago, grazie alla quale si comprende realmente tutta la complessità dei servizi AI (Machine Learning), permette di riconoscere e suggerire immagini vettoriali il più vicine possibile al disegno originale effettuato a mano libera dall’utente.

Il software è dotato inoltre di altri tipi di funzioni speciali come il riconoscimento della scrittura (OCR) e la possibilità di cercare immagini, video, siti online con un tocco di dita o anche con un semplice comando vocale. Successivamente, sarà sufficiente trascinare nell’area di lavoro il risultato ottenuto dalla ricerca per poterlo utilizzare e consultare, anche perchè i file possono essere facilmente condivisi da e verso qualsiasi sistema di storage locale o servizio Cloud.

Una volta finita la lezione frontale, i presenti sono stati divisi in gruppi per testare dal vivo le funzionalità del software applicate alla tecnologia Epson. Normalmente, la lezione sarebbe finita probabilmente in maniera diversa, infatti il software di Re Mago permette l’immediata fruizione dei materiali (gli schizzi, le note, i file, le registrazioni audio video, ecc.) che si sono automaticamente salvati durante lo stesso svolgimento della lezione.

Un’interessante collaborazione quella fra Epson, Re Mago e MIP, oltre che un evento davvero efficace e per niente noioso. Ci resta solo un’unica domanda sulle labbra: “Vista l’attuale situazione italiana, chissà quando sarà effettivamente possibile che questo processo di digitalizzazione possa investire anche le aule delle più piccole scuole del nostro paese, che si occupano della formazione del nuovi “cervelli”… prima che scappino tutti altrove…”

Info: MIPRe MagoEpson

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