Smart Building Levante Parte 1. Intervista con Luca Baldin di Pentastudio

Di recente ci siamo recati a Bari per assistere all’edizione 2018 di Smart Building Levante, dove più che ad una fiera abbiamo assistito all’atto finale di un percorso fatto da eventi, formazione e occasioni di networking durante tutto l’anno.

L’alternanza dell’evento espositivo tra Milano e Bari risulta essere una vera e propria scommessa per il Sud, e proprio durante questa edizione abbiamo potuto constatare una notevole affluenza con molte aziende del territorio alla ricerca di innovazione e per i quali l’iniziativa ha permesso un confronto diretto con molti player internazionali, quest’ultimi entusiasti dai feedback ricevuti e molto partecipi alle varie iniziative organizzate da Pentastudio, organizzatore dell’evento.

Dall’esperienza di Bari desideriamo quindi condividervi qualcosa di più rispetto alle novità offerte dal mercato in termini di prodotti. Durante la tre giorni pugliese abbiamo raccolto interessanti testimonianze ed ottimi spunti provenienti dal Premio Smart Building Levante, e da un interessante confronto con Luca Baldin, event manager di Smart Building Levante.

Cominciamo da quest’ultimo per meglio conoscere il progetto nella sua globalità e inquadrare il percorso e gli obiettivi di queste interessanti iniziative dedicate al mondo dei sistemi integrati e nello specifico alle tematiche legate allo smart building, sicurezza, domotica e altro ancora.

IntegrationMag: bentrovato Luca, partiamo subito con un bilancio di questa iniziativa…

Luca Baldin: direi un’ottima partenza. Da subito abbiamo registrato una notevole affluenza e non eravamo all’oscuro di quello che ci poteva dare Bari, visto che abbiamo cominciato a lavorare qui tre anni fa con delle attività di formazione. L’ambizione è quella di rappresentare per questa filiera un’esperienza che dura 365 giorni l’anno, grazie non solo alla fiera, ma soprattutto alle attività di road show, al forum dedicato agli installatori e tutta l’attività editoriale che ci permetterà di diventare una voce autorevole nel settore. Una fiera non può vivere solamente dall’essere fiera ma deve essere affiancata da una serie di progetti e partner in un rapporto continuativo.

Per quanto riguarda la partecipazione delle aziende la risposta in generale è stata prudente, anche se qualcuno ci ha creduto ed ha investito molto. A mio avviso il sud e in particolare la Puglia ha fame di queste cose ed aver offerto loro l’opportunità di portare qui qualcosa che fosse l’atto finale di un lungo percorso frutto della nostra esperienza ventennale, è stato più che apprezzato.

IM: a tuo avviso la figura dell’installatore è al passo con le innovazioni tecnologiche?

LB: il rapporto tra professionalità e installatore è una delle problematiche su cui stiamo lavorando, e ci troviamo in una fase di rapida ed enorme trasformazione tecnologica. È chiaro che un settore tecnico ha delle difficoltà a stare dietro all’innovazione, in quanto se non investi nella formazione rischi di rimanere fuori dal mercato. Questo ha un doppio risvolto negativo in quanto alla fine il tecnico è anche il primo mediatore della tecnologia nei confronti dell’utilizzatore finale e se lui non è convinto o non ha gli strumenti per introdurre l’innovazione, che naturalmente fa fatica ad arrivare.

Siamo quindi in presenza di un problema di struttura e di filiera che stiamo cercando di affrontare con delle risposte che tardano ad arrivare in quanto da una parte le associazioni di categoria si basano sul fatto che un installatore ha ottenuto l’abilità ad operare dalla camera di commercio, però il problema è come può operare, visto che l’abilitazione non dura in eterno.

IM: avete in mente una strategia per dare il vostro contributo alla crescita di professionalità?

LB: da pochi mesi abbiamo avviato un progetto che si chiama Smart Installer, e che mira a creare una piattaforma di formazione continua per gli installatori. L’aggiornamento deve essere costante e stiamo cercando di legare questo mondo di professionisti a noi per fargli capire che è nel loro interesse investire nella formazione.

Operativamente affronteremo la questione in due modi: una teorica di base e una sul prodotto. Da un lato è necessario comprendere la grammatica di fondo utile ad utilizzare i prodotti, dall’altra è inevitabile il coinvolgimento delle aziende per fare formazione sui prodotti. Una cosa del genere è fattibile se esiste un confronto anche col mondo associativo.

È necessario che cambi l’approccio al progetto. Non è più possibile che il singolo installatore provveda a tutto ma devono intervenire più figure che vanno dall’elettricista al sistemista, all’esperto in telecamere e sistemi di controllo ecc… Il vero problema è che i diversi professionisti della filiera non dialogano tra loro. Il mondo artigiano è troppo basato sul concetto di “one man show” e devono imparare a collaborare in maniera strutturale.

IM: vuoi descriverci la situazione dal punto di vista legislativo?

LB: posso farti un esempio che meglio esprime la situazione legislativa: in questo momento la legge prevede la realizzazione di impianti verticali negli edifici per la distribuzione dei segnali in fibra ottica che in qualche caso sono stati realizzati ma che le telecom non possono utilizzare per un problema legato all’assenza di garanzie sulle SLA (ndr. accordo di servizio e assistenza) da parte dell’artigiano che ha realizzato l’opera e che non è in grado di rispondere alle chiamate in caso di guasto o assistenza seguendo i criteri stabiliti in fase contrattuale con il cliente finale. In realtà hanno ragione. Se devo affittare un pezzo di rete terminale che non gestisco direttamente chiedo che il mio referente mi dia le stesse garanzie presenti nel contratto con l’utente finale, in quanto il servizio viene erogato dall’azienda di telecomunicazioni. Alle SLA non può rispondere un singolo installatore in quanto non ha un call center, non risponde 24/24 e non ha tempi di risposta previsti dalle SLA.

Tutto questo comporta a mio avviso una esigenza di riorganizzazione del settore. È un po’ quello che è successo con le imprese: le medie sono cresciute mentre le piccole sono morte.

IM: quindi è fondamentale una presa di posizione da parte delle realtà associative?

LB: è importante far passare questi messaggi, in quanto gli unici che possono fare aggregazione sono proprio i professionisti. Le varie associazioni come CNA e altri devono far capire ai propri associati che se rimangono da soli prima o poi spariranno e possono crescere solamente se si aggregano. Se poi l’aggregazione è multi disciplinare meglio, vuol dire che il network riesce a produrre le risposte che ad oggi servono.

IM: torniamo all’esperienza Smart Building di Bari. I convegni ed i momenti aggregativi sono stati scelti sulla base delle esigenze del territorio?

LB: il programma di convegni è frutto di esigenze del territorio. Il lavoro di scouting fatto con le aziende locali corrisponde ad un percorso che ha coinvolto le stakeholder locali come l’ordine degli ingegneri, il politecnico, la regione ed il comune, cercando di fare emergere le esigenze del territorio, dando vita ad un programma formativo su misura. Per esempio a Bari si parla molto di più di efficienza energetica rispetto a Milano dove invece è più importante il tema delle telecomunicazioni. Qui esiste un’emergenza che riguarda l’efficientamento energetico e l’utilizzo dell’energia elettrica in modo intelligente. Considera che la regione Puglia produce il doppio dell’energia elettrica che consuma e fa fatica ad immetterla nelle reti che a loro volta non sono in grado di assorbire la sovraproduzione.

IM: come si svilupperà Smart Building nei prossimi anni?

LB: abbiamo siglato un accordo con Milano fino al 2023 e l’obiettivo è di alternare Bari e Milano per dare origine a nuove sinergie. Accorciare il paese è l’unica chance che abbiamo per far crescere l’Italia in modo omogeneo. Se il sistema paese non segue la capacità di Milano di produrre innovazione, si assisterà ad un rallentamento. È necessario cercare di dare più uniformità allo sviluppo di queste tematiche a livello territoriale.

Una intervista, quella con Luca Baldin, che a nostro avviso è utile per fornire una corretta chiave di lettura e fissare degli obiettivi per quanto riguarda il mondo dei sistemi integrati in Italia. Abbiamo potuto constatare che l’innovazione non manca e che è necessario organizzare al meglio la figura del professionista con una vera e propria operazione culturale che coinvolge l’artigiano e le associazioni di categoria.

Con questi presupposti, nel prossimo articolo andremo a scoprire le novità presenti a Bari in termini di prodotti ed iniziative, delineando in maniera ancora più precisa il percorso di crescita che Pentastudio sta proponendo al mercato italiano.

Info: Smart Building Levante

Vai alla barra degli strumenti