Smart Lighting, ovvero illuminazione intelligente

Mi è appena capitato di leggere un comunicato stampa che annuncia la presentazione di un progetto IBM, UMPI e UNICREDIT per l’ illuminazione pubblica intelligente e subito, guarda il caso, mi si è accesa una lampadina.
Circa due settimane orsono abbiamo pubblicato una lettera aperta di Adolfo Guzzini, Presidente della iGuzzini illuminazione, che intervenendo in proposito di illuminazione pubblica e risparmio energetico, ben sintetizzava la soluzione del problema con il motto “non illuminare meno, ma illuminare meglio!” e su cui concordo anche se con alcuni distinguo che cercherò di esplicare.
I tempi sono ormai maturi, considerando il rapporto costi/benefici, per sostituire i lampioni tradizionali con apparecchi a led di cui tutti ormai conoscono i vantaggi in termini soprattutto di risparmio energetico, pertanto non credo che ci saranno ostacoli per un graduale passaggio a tecnologie sempre più innovative. Fate attenzione alla parola graduale, messa lì non a caso, perché ho già sentito nell’aria l’idea di sostituzione dei vecchi illuminatori “in blocchi” più o meno grandi senza tenere minimamente in considerazione il problema “smaltimento”.
 Io sono stato educato secondo sistemi ormai antichi, è vero, quando ancora il maestro delle elementari ti dava le bacchettate sulle mani se ti comportavi male, e se andavi a casa a lamentarti senza motivo le prendevi anche dai tuoi genitori, ma mi hanno anche insegnato che finchè è possibile riparare si ripara perché sprecare è “peccato”, quindi mi piacerebbe che l’ammodernamento degli impianti per l’illuminazione pubblica avvenisse con la giusta gradualità ponendo molta attenzione a tutte le valutazioni di impatto ambientale ed economico relative non solo al risparmio energetico che si potrà ottenere, ma anche ai vari tipi di costi che l’operazione comporterà.
Quando penso ai costi, mi vengono subito in mente certi lampioni (pochi per fortuna), disegnati da architetti e designers che secondo me farebbero meglio a dedicarsi alla pittura astratta, prodotti da aziende che pongono il profitto e le ragioni commerciali innanzi tutto, mentre invece ho visto impianti di illuminazione realizzati con molta cura, utilizzando apparecchi adatti all’uso prima di tutto e soprattutto belli, ma anche economici e risparmiosi.  
In tema di risparmio in particolare, credo che dovremmo ricominciare dalle basi, ricostruendo una filosofia ed una etica che è andata perduta negli anni; penso per esempio al mio vicino di casa che illumina il giardino tutta la notte senza pensare neanche per un attimo che ciò implica non solo inquinamento per la produzione dell’energia necessaria, ma anche inquinamento luminoso del cielo ed inoltre disturba la vita notturna della fauna. Penso anche a certe strade provinciali illuminate a giorno anche alle 4 di mattina quando non c’è anima viva, e penso a tante gallerie dove bisognerebbe indossare gli occhiali da sole per quanto è forte l’intensità della luce. Forse potrò sembrare troppo critico, ma, vi assicuro, lungi da me il fanatismo ecologista, le mie sono solo osservazioni dettate dal buon senso. Quindi ben venga l’illuminazione intelligente, ma senza dimenticare che prima di tutto dovremmo cominciare a comportarci in modo intelligente.
 
 
Per tornare alla questione economica che stà dietro alla conversione e ammodernamento degli impianti di illuminazione pubblica ecco cosa hanno pensato IBM, UniCredit e Umpi le quali annunciano la presentazione di:
————————————– comunicato stampa ——————————————
una soluzione innovativa per i nostri centri urbani, capace di generare consistenti risparmi per la Pubblica Amministrazione, avviando progetti d’innovazione per le città attraverso nuovi strumenti finanziari che permettano il superamento dei vincoli normativi (patti di stabilità) e delle sempre più scarse risorse economiche a disposizione della PA. 
L’idea prende origine dalla volontà di individuare un modello di città a costo zero, ossia una città che può investire in innovazione grazie al risparmio derivante dall’innovazione stessa. (non è dato sapere se tra i costi siano stati presi in considerazione anche quelli ambientali relativi allo smaltimento dei vecchi impianti – NDR) 
L’impianto di illuminazione intelligente, che rivoluziona il tradizionale palo della luce distribuito capillarmente sul territorio urbano, diventa un vero e proprio terminale: un sistema tecnologicamente avanzato in grado di illuminare quando, come e dove serve, di comunicare ad alta velocità, come una vera e propria rete LAN, e di offrire una vasta gamma di servizi a valore aggiunto, quali il telecontrollo e la tele gestione dell’illuminazione pubblica, la ricarica dei veicoli elettrici, i display informativi stradali, il controllo dei livelli di inquinamento, la gestione degli asset lineari e non delle città, il controllo del traffico cittadino e infine, la sicurezza personale sulle nostre strade, con un impatto positivo sul contesto ambientale.
La possibilità di creare nuove risorse attraverso i risparmi generati e di abilitare nel contempo le Smarter City grazie a Minos System, offre attraverso le tecnologie Umpi una grande opportunità per le amministrazioni di poter attivare tutta una serie di servizi innovativi per i cittadini e per gli utenti. Umpi, azienda leader mondiale nelle tecnologie powerline, forte dell’esperienza sul campo e della competenza dei propri laboratori di R&D, mette così a disposizione il proprio know how per una modello totalmente auto sostenibile e implementabile da subito grazie all’utilizzo delle reti elettriche esistenti: una rete di servizi pronti da connettere per aumentare i livelli di servizio.
Da parte sua UniCredit è in questo progetto in coerenza con il suo impegno nella crescita sostenibile, nella protezione dell’ambiente e nell’utilizzo razionale delle risorse energetiche. Impegno che ha dato vita, fra l’altro, a Officine Verdi, la joint venture Unicredit – WWF, società per lo sviluppo delle energie rinnovabili. 
Per questo progetto il team di Project Commodity Finance della Banca ha ideato una struttura finanziaria volta a sostenere investimenti in efficienza energetica (illuminazione pubblica) in un più ampio piano di razionalizzazione dei costi per i Comuni di Italia. L’operazione prevede la costituzione di una società veicolo ad hoc (SPV).
Il vantaggio per l’ente locale nascerà dal risparmio derivante dal minor consumo energetico e dal minor costo di manutenzione. Un risparmio complessivamente superiore al canone che verrà versato alla SPV. Infine, l’intervento potrebbe beneficiare dei Titoli di efficienza Energetica/certificati bianchi previsti dal contesto normativo attuale. Data la valenza strategica per il sistema Italia si prevede il coinvolgimento di enti istituzionali quali Cassa Depositi e Prestiti e Sace.
La realizzazione di un progetto di illuminazione intelligente, si inserisce tra le iniziative Smarter Planet di IBM ed in particolare tra le soluzioni che l’azienda propone da anni per aiutare le città e le pubbliche amministrazioni a migliorare la qualità della vita urbana, incrementare i livelli di sicurezza e preservare la sostenibilità, grazie all’uso più intelligente della tecnologia.
Il sistema consente di effettuare il telecontrollo e la telegestione di tutti i componenti che costituiscono qualunque impianto di illuminazione pubblica. Grazie all’integrazione con la suite IBM Maximo Enterprise Asset Management, inoltre, garantisce la gestione operativa e la pianificazione di interventi manutentivi su tutti gli asset. Permette di gestire i processi operativi nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, divenendo uno strumento di supporto alla programmazione degli acquisti e ai cicli di manutenzione. 
In una città di medie dimensioni, con circa 30.000 punti luce dislocati sull’intero territorio, attuare un progetto di efficientamento energetico, e quindi adottare un sistema di illuminazione urbana intelligente, significa poter assolvere tutte le esigenze in termini di illuminazione e poter conseguire un risparmio energetico annuo superiore al 40%, nonché un risparmio legato alla spesa manutentiva pari al 30%, nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di inquinamento luminoso e quindi in un’ottica di sviluppo sostenibile”.
———————————— fine comunicato stampa —————————————
 
Ho voluto riportare integralmente il comunicato stampa perché si possano apprezzare tutte le applicazioni altamente tecnologiche contenute nel progetto che ritengo apprezzabile, ma siccome siamo in Italia e come dice Andreotti “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!”, Non vorrei che di nuovo le banche abbiano “fiutato l’affare” e stiano inventando un sistema che, come i famigerati “derivati” sottoscritti da molti comuni italiani ci costringerà a pagare per anni senza reali benefici.
Premesso che, sempre grazie alla mia educazione old-style, personalmente preferirei che in Italia si imparasse a non fare il passo più lungo della gamba e quindi tutti gli enti approcciassero gradualmente la sostituzione e ammodernamento dei vecchi impianti in modo da poter reinvestire in innovazione i capitali mano a mano risparmiati grazie all’innovazione stessa, vorrei invitare tutti coloro che a qualunque titolo dovranno avere a che fare con l’ammodernamento degli impianti di pubblica illuminazione (ma questo potrebbe valere in generale per tutti gli impianti) a tenere sempre presenti i principi del buon padre di famiglia, come spesso citati nelle leggi, e soprattutto pregherei chi dovrà amministrare i Nostri soldi di diffidare sempre delle banche visti i danni che queste, direttamente o indirettamente, ci hanno procurato in un passato recente. 
In conclusione, per sintetizzare, innovazione sì, sprechi no!
 
 
Sergio Merlo
Integrationmag.it
 
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