SIEC Convention 2013 – Report

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La Convention SIEC 2013 ha chiamato a raccolta produttori, distributori, installatori e media coinvolti nel settore della System Integration. La Convention ha avuto luogo gli scorsi 21 e 22 novembre presso Milano Congressi ed è stata caratterizzata dalla presenza di una ricca esposizione di prodotti e tecnologie, oltre che da un sostanzioso programma di eventi volti ad informare, ispirare e stimolare il dibattito su quello che è il presente e soprattutto il futuro del settore nel quale operano i professionisti dei Sistemi Integrati e dell’Audio/Visual professionale.
LA CONVENTION TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO
conventionLa Convention SIEC è stata in primo luogo l’occasione per fare il punto su ciò che è accaduto negli ultimi anni. E’ innegabile che la grande innovazione che ha modificato profondamente il mondo A/V e Controllo sia stato l’arrivo dell’IP, che ha portato con sé la nascita e la diffusione della videoconferenza e dello streaming video ed audio. Con esso sono nati e si sono consolidati nuovi standard, quali ad esempio DANTE, AVB e molti altri. Gli integratori hanno cominciato così a familiarizzare con termini quali H263, H264, SVC per la Videoconferenza o come Quick Time, Windows Media, Flash o Silverlight per lo Streaming. HDBaseT si impone oggi come lo standard che porta con sé la missione di colmare tutti i problemi di non compatibilità nel mondo del trasporto di cavi CAT. Con il diffondersi di questo formato non è difficile ipotizzare ad un domani in cui ci saranno tutte le periferiche che lo supporteranno e saranno in grado di comunicare tra loro, anche in ambito di domotica e di installazioni consumer.
In questo scenario ciò che non è invece cambiato è l’identità degli attori coinvolti, ovvero Produttori, Distributori, Installatori (o system integrator) ed il Cliente finale. Se da un lato Produttori e Distributori hanno le idee molto chiare in merito alle tecnologie disponibili, dall’altro troviamo l’utente finale che si trova spesso spiazzato di fronte ad un ventaglio di tecnologie così vasto, che spazia tra le soluzioni tradizionali consolidate nel passato (RGB, S-Video, l’analogico in generale), al presente rappresentato dall’HDBaseT, fino al futuro che si apre col mondo dell’IP e dello streaming. In mezzo ai due estremi si trova il System Integrator, che deve avere la massima padronanza di tutte queste tecnologie, per potere offrire sempre la soluzione su misura per il cliente, sia quando le circostanze richiedono tecnologie di nuova concezione, sia quando esse necessitano dell’impiego di formati e metodi tradizionali ed in un certo senso obsoleti.
In estrema sintesi si può affermare che il principale requisito che viene richiesto oggi al professionista dell’Audio/Visual è di imparare a parlare la stessa lingua dell’Information Technology, poiché con l’avvento dell’IP i due mondi vivono a stretto contatto l’uno con l’altro e non possono fare a meno di interagire e di scambiarsi le competenze in un’ottica di convergenza, gestione della complessità ed orientamento al cliente.
I PRODOTTI IN ESPOSIZIONE
stand integrationSul fronte dei prodotti la nostra impressione è che OLED, HDBaseT e 4K non siano più delle vere novità, quanto piuttosto il consolidamento degli standard di riferimento per l’industria. La guerra tra i costruttori sul terreno delle prestazioni pure sembra avere finalmente concesso un periodo di tregua. Oggi la vera sfida è sulla proposta di soluzioni orientate al soddisfacimento delle reali necessità del Cliente, piuttosto che sulla potenza delle macchine. A dimostrazione di questa tendenza possiamo affermare che parola d’ordine del settore oggi è BYOD, che è l’acronimo di Bring Your Own Device, ovvero la capacità di utilizzare dispositivi personali (smartphone, tablet) per interagire con le tecnologie fornite dall’infrastruttura aziendale, come ad esempio proiettori, sistemi di comunicazione unificata, videoconferenza, istant messaging e building automation. Lo testimonia la straordinaria diffusione di applicazioni per iOS e Android che consentono all’utente di utilizzare il proprio cellulare come dispositivo di condivisione di contenuti audio, video e di controllo. Lo standard MHL (mobile high-definition Link), così come l’applicazione iProjection di Epson o le soluzioni di Crestron per la collaborazione in ambito aziendale sono solo alcuni esempi delle immense potenzialità e del valore aggiunto che una prospettiva BYOD è in grado di attribuire a questo settore. Sembra preistoria l’epoca in cui un relatore arrivato all’ultimo momento era costretto a trasferire files dal proprio laptop con una pen-drive su di un computer che puntualmente non disponeva della corretta versione di Power Point e quindi si rendeva necessario esportare i contenuti in PDF, tra macchinose peripezie ed inevitabili tempi morti.
Sempre in ambito di prodotti, ciò che più di tutto ci ha colpiti è l’impressione di un notevole e generalizzato miglioramento del livello di finiture, accompagnato ad un’attenzione anche estetica. E’ innegabile che – salvo rare eccezioni – fino a pochi mesi fa la cura del dettaglio fosse ad esclusivo appannaggio di quei prodotti che trovano collocazione di fronte al pubblico – come ad esempio i display – mentre gli apparecchi hardware destinati a rimanere “dietro le quinte” erano caratterizzati da un’estetica piuttosto spartana, quasi militare. Nessuno pretendeva che uno strumento per gli addetti ai lavori, quale una matrice, uno switch o extender KVM fosse un oggetto di design. Oggi possiamo affermare che la tendenza si è radicalmente invertita, e infatti il mercato ci ha dimostrato come un tool possa essere “built like a tank” ma riesca ad essere allo stesso tempo ergonomico e – perché no – anche bello. Questo ci è piaciuto davvero molto e riteniamo che sia la prova di una accresciuta maturità da parte dei costruttori.
LA VOLONTÀ DI CRESCERE

I due giorni della Convention SIEC hanno offerto una prospettiva completa di ciò che è oggi il mondo dei Sistemi Integrati, un quadro composto da molte luci e alcune ombre, poche in verità, ma che non vanno comunque trascurate. Tra queste senz’altro la più insidiosa è rappresentata da certe pulsioni – fortunatamente minoritarie – che vorrebbero che il settore si arroccasse anziché aprirsi. Riteniamo che sia il mercato a selezionare e premiare il merito, e non misure protezionistiche (come ad esempio l’introduzione di un ordine professionale) che produrrebbero come unico risultato il consolidamento di rendite di posizione. La prospettiva di una grigia deriva burocratica fondata sulle marche da bollo senz’altro non ci convince. Ciò che invece abbiamo davvero apprezzato è stata l’energia, l’entusiasmo, la volontà di crescere, la condivisione di esperienze dei tanti professionisti che abbiamo incontrato, professionisti che vogliono e meritano di lavorare bene e di farsi conoscere da un’utenza sempre più informata e numericamente importante.

Alessio Curto
IntegrationMag.it

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