La telefonia e le radiofrequenze

Quanti di voi lavorano con le radiofrequenze? Immagino in molti perché ormai anche per la recita scolastica di fine anno la Maestra di canto chiede almeno un radiomicrofono per gli alunni che possono così muoversi liberamente per il palco. Per andare dove non si sa, visto che spesso l’intera sala è grande poco più che un salotto di casa…

Chi invece con le radiofrequenze lavora a livelli più impegnativi conosce bene le problematiche che si incontrano per trovare banda libera ed utilizzabile e sopratutto "pulita", al riparo dalle odiosissime interferenze.

Digitale Terrestre prima e LTE poi…

Se per qualche tempo, dopo il fatidico passaggio dall’analogico al digitale, le cose sembravano andare per il verso giusto proprio negli ultimi anni alcuni eventi hanno cambiato nuovamente le carte in tavola.
Ripercorrendo la storia recente non possiamo non citare il fatidico momento dello "switch" televisivo, quando con innovazione epocale (ma de’ che come direbbero a Roma…ndr) siamo passati dalla televisione analogica a quella digitale: quello che ci hanno sapientemente venduto come Digitale Terrestre.

Per gli operatori del settore dell’entertainment i disagi non sono stati cosa da poco e tutt’ora, soprattutto in talune zone critiche nel nostro Paese dove è massiccia la presenza dei grossi network, gli imprevisti e i malfuzionamenti sono sempre in agguato.
Per fortuna la tecnologia ci è venuta incontro ed ad oggi i diversi software di gestione di sistemi wireless riescono ad offrire una visione abbastanza chiara e veritiera dell"affollamento" del range disponibile e, grazie alle utilissime funzioni di scan, rendono il lavoro dei tecnici più semplice.

Purtroppo non è solo il Digitale Terrestre a turbare le nostre frequenze e i nostri sogni anzi, sembra che un’altra rivoluzione sia in atto.
Attraverso un iter legislativo non sempre facilmente ripercorribile, apprendiamo che da gennaio 2013 la nuova tecnologia LTE (Long Term Evolution) dedicata alla telefonia mobile occuperà, per la zona UE, la banda che va "ufficialmente" dagli 800 Mhz ai 900 Mhz. Ops, avranno pensato in molti di voi…
Evitiamo di proposito di entrare nel dettaglio di tale tecnologia non essendo strettamente indispensabile per i nostri scopi, chi avesse voglia può leggersi una buona trattazione di LTE cominciando da Wikipedia.

I problemi "reali" e tangibili di questa novità saranno per lo più ricondicibili alla convivenza col digitale terreste; non siate così orgogliosi da pensare che qualcuno si sia preoccupato di noi. Ad ogni buon conto siccome sempre di frequenze si parla la cosa ci tocca da vicino.
Sappiate però che grazie a questa privazione di banda destinata alla tecnologia LTE presto i vostri telefoni cellulari potranno accedere ai mirabolanti servizi offerti da quello che più familiarmente viene chiamato, per motivi di marketing, 4G. Per l’esattezza si sappia che non sono la stessa cosa…

Cosa dice la legge:

Ancor prima di teorizzare e disquisire in merito ad eventuali interferenze e disservizi diamo un’occhiata a quello che ad oggi la legge dice in materia di radiofrequeze. 
La normativa alla quale far riferimento è relativa al decreto 4 maggio 2011 (G.U. n. 143 del 22-6-2011): “modifica del decreto 13 novembre 2008, e successive modificazioni, recante il Piano Nazionale Ripartizione Frequenze (PNRF)". Si osservi però che tale normativa è comunque dipendente da un’altra emanata a livello Europeo – la 2010/267/UE – che recita in uno dei suoi punti chiave che "a partire dal 1° gennaio 2013 la banda di frequenze 790 – 862 MHz sarà destinata per sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica…".
Continuando nella lettura si evince che per i nuovi radiomicrofoni professionali, dall’uscita del suddetto decreto 4 maggio 2011, è consentito l’utilizzo solo della banda di frequenze 470 – 790 MHz,  mentre per i radiomicrofoni immessi sul mercato e presenti ancora presso la grande e piccola distribuzione prima dell’uscita di tale decreto sarà consentito l’utilizzo della banda di frequenze da 790 a 854 MHz fino al 1 gennaio 2013. Siamo a dicembre, dettaglio di poco conto…
Quindi, ricapitolando, se anche le frequenze destinata alla TLE partono da 800 Mhz la legge ha già previsto uno scarto congruo fissando il limite a 790 Mhz a testimonianza che la convivenza con la nuova arrivata non sarà delle più facili.

Assegnazione frequenze TLE e… primi problemi:

La cronaca vuole che Il 27 giugno 2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il bando d’asta per l’assegnazione delle licenze agli operatori mobili interessati che per l’Italia sono fondamentalmente quattro, quelli che in definitiva hanno partecipato all’asta stessa: Telecom Italia, Vodafone Italia, Wind Telecomunicazioni e 3 Italia.
Anche in questa sede la prima testimonianza ufficiale che i problemi erano noti fin dagli albori. Perché?
Perché proprio in sede d’asta – si parla di un’asta dove le cifre in ballo sono nell’ordine di 4 miliardi di euro – sono stati previsti sconti per le frequenze poste nella parte bassa della scala che avrebbero prevedibilmente avuto problemi con le frequenze televisive della fascia alta del blocco immediatamente precedente. Il 30 settembre 2011 si é conclusa l’asta per la concessione delle frequenze 4G LTE delle tre frequenze disponibili: 800, 1800 e 2600 ma si sappia che la più appetibile, per diversi motivi, è proprio quella del blocco degli 800 Mhz.
Asta conclusa e frequenze assegnate e per i problemi…si vedrà. Per la cronaca le frequenze tarocco se le è acchiappate WIND.

Interferenze, queste sconosciute:

Ora, lungi da noi la volontà di fare un articolo tecnico anche perché la questione diventa veramente complicata se analizzata a fondo, ma ci accontenteremo di fare un paio di valutazioni più o meno condivisibili su quelle che saranno le reali possiblità di utilizzare i sistemi wireless come li conosciamo ad oggi.
Nonostante la privazione di un range considervole di banda, ci saranno comunque ulteriori interferenze?

La risposta è probabilmente sì, salvo essere smentiti nei fatti.
Il primo tipo di interferenza potrebbe essere assolutamente imprevedibile – e quindi ancor più pericolosa – in quanto dipenderà molto dalla distribuzione dei ripetitori e le stazioni LTE.
I ripetitori LTE saranno distribuiti (anzi, molti già ci sono dato che la sperimentazione è in atto da qualche anno ndr) sui tetti dei palazzi a differenza dei ripetitori televisivi che in genere posizionati in cima alle montagne o antenne molto alte e spesso con orientamento noto.
Quindi il loro impatto sull’etere sarà pesante e soprattutto poco prevedibile.
Trasmettendo con segnali talvolta molto forti e, anche se su frequenze diverse da quelle sulle quali sono settati i nostri sistemi radio, si potrebbe generare quello che gli esperti chiamano effetto accecamento (o Blocking): un segnale talmente prevaricante da saturare o "accecare" la portante sulla quale stiamo lavorando. Un po’ come cercar di accordare un violino mentre il batterista fa il sound check, non rabbrividiscano gli esperti…
Il secondo genere di interferenza è invece tipico del disturbo fisiologico tra frequenze attigue, tradotto significa che le zone vicine all’incrocio saranno quasi impossibili da utilizzare: peraltro il decreto stesso impone come soglia quella dei 790Mhz e non 800 Mhz, sempre che lo scarto sia sufficiente.

Qualche testimonianza:

Bene, con questo primo articolo vi abbiamo giusto informato in maniera sommaria (e ci perdonino gli ingegneri delle telecomunicazioni ndr) dell’imminente questione e non mancheremo di continuare nell’indagine.
Non è facile avere notizie certe ed ufficiali e, per nostro conto, come prossimo obbiettivo c’è quello di coinvolgere i reparti R&D dei brand di riferimento del settore nella speranza di avere qualche notizia più tecnica o, perchè no, di essere indirizzati verso la verità da qualche voce autorevole.

Ecco un paio di testimonianze che ci sentiamo in dovere di condividere con voi. Magari non saranno le uniche ma al momento sembrano quelle più concrete ed autorevoli.

In occasione dello scorso CeBIT dove LTE è stato motivo di discussioni molto accese, Sennheiser ha condotto dei test concordati ed ecco cosa si sa e si legge:
"Sennheiser conducted extensive readings and field tests. It was found, as expected, that the operation of wireless microphones in the bands used by the LTE frequency is not possible. Ramifications outside the space occupied by the LTE frequency bands could not be determined. Here, wireless microphones could operate without inter-ference."
Morale della favola, come era prevedibile, nella banda appartenente a LTE non è possibile usare i sistemi Wireless (comuqnue c’è la legge che lo vieta ndr), non è dato sapere quali siano le ripercussioni nella banda vicina mentre, lontano da quelle zone, nessun problema.

La seconda citazione che per lunghezza abbiamo preferito tradurre e semplificare nel suo significato arriva da Ofcom che è l’ente indipendente in UK che regola le comunicazioni (l’Autority per le comunicazioni industriali ndr).
Secondo lo studio effettuato dall’ente regolatore (link al PDF) infatti le apparecchiature LTE per gli utenti finali operano a livelli di potenza sufficientemente bassi da rendere trascurabile il rischio di interferenza con altre apparecchiature che fanno uso di bande dello spettro adiacenti e definibili "senza licenza".
Gli apparecchi che lavorano nello spettro “unlicensed” includono tra gli altri microfoni wireless, allarmi personali e ausili acustici per audiolesi.
Il problema però può presentarsi quando un “emettitore” lavora ad elevate potenze (un trasmettitore “cell site”) e gli apparecchi adiacenti operano a potenze molto più basse…

Insomma siamo solo all’inizio!
 
Aldo "Hucchio" Chiappini
ZioGiorgio Network

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