ISE 2019: intervista a Mike Blackman

Durante l’ultimo giorno di permanenza ad Amsterdam abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Mike Blackman, Managing Director di ISE, per fare il punto di una edizione, quella del 2019, che ha riscosso un successo senza precedenti, sia in termini di partecipazione, sia per quanto riguarda i contenuti. Un’evento che “scoppia di salute” nel vero senso della parola, ricco di momenti di networking tra professionisti ed aziende e abbastanza maturo da allargare il proprio focus a nuovi mercati, dalle tecnologie per l’entertainment, fino al digital cinema, passando per l’hospitality, video mapping e altro ancora.

Con queste basi, Blackman spiega il perchè del trasferimento a Barcellona a partire dal 2021 e l’importanza di un ISE sempre più grande e spettacolare. Un’operazione chiaramente rappresentata in due momenti: durante l’opening speech di Bart Kresa, che ha raccontato il suo personale approccio alla projection sculpture e ha realizzato il magnifico mapping presente all’ingresso C della fiera, e in occasione del keynote di chiusura con Tupac Martir – artista visivo e direttore creativo di alcuni degli eventi più importanti del mondo per conto di BMW, Ralph Lauren, Elton John, Beyoncé e British Museum per citarne alcuni – che ha dato degna dimostrazione di come il team di Satore Studio utilizzi la tecnologia per creare eventi live spettacolari.

Ecco a voi quindi l’intervista esclusiva a Mike Blackman per IntegrationMag.

IntegrationMag: Siamo alle ultime ore di questa edizione ricca di novità e che ha confermato la crescita di questo evento. Cominciamo da qualche considerazione a caldo…

Mike Blackman: Beh, partirei dai numeri: quest’anno sono presenti 1304 espositori, distribuiti su oltre 57.000 m2. Abbiamo sfruttato ogni spazio messo a disposizione dalla fiera! Si, ISE 2019 è andata benissimo, con un netto aumento di appuntamenti come le 10 conferenze che si sono aggiunte al ricco calendario di eventi formativi organizzati da CEDIA ed AVIXA. Inoltre abbiamo trattato anche i settori delle tecnologie audio, digital cinema, parchi tematici e altro ancora. Quindi ancora più contenuti a disposizione del pubblico, con un totale di 44 leaders presenti in vari eventi con circa 1300 iscritti paganti.

IM: Quest’anno il settore entertainment era molto presente. Vedremo un ISE un po’ più ProLight+Sound?

MB: Ci siamo resi conto che è importante rivolgerci al settore dell’entertainment, anche perché buona parte dei visitatori si aspetta di trovare ad ISE molte aziende specializzate nell’entertainment.

Nei confronti del ProLight+Sound posso dirti che siamo “frienemies” (ndr. Ride!). Michael Biwer e io ci confrontiamo regolarmente ed entrambi siamo consci del potenziale di crescita di questo mercato. Quando anni fa siamo partiti con ISE, il ProLight+Sound era molto forte nel settore dell’audio professionale. D’altra parte, negli anni, ISE ha attirato molte aziende, non per portarle via da Francoforte, ma per dare loro un’ulteriore opportunità. Ciò che è accaduto è che molte aziende erano estremamente soddisfatte dal numero e dalla qualità di visitatori presenti ad ISE, e quindi hanno spostato parte del loro budget in questo evento. In conclusione, quindi, l’entertainment è un settore che stiamo sviluppando sempre di più negli anni.

Mike Blackman insieme a Bart Kresa durante l’opening speech.

IM: Infatti, quest’anno l’opening speech e l’evento di chiusura hanno coinvolto due esponenti di spicco di questo settore…

MB: Quest’anno abbiamo voluto dare un chiaro segnale affidando l’evento di apertura a Bart Kresa. Personalmente ho trovato questa scelta estremamente affascinante ed è stato un vero plus per ISE. Altro aspetto riguarda il mondo del projection mapping che è un’ulteriore valore aggiunto per noi. Abbiamo migliorato l’esperienza dello scorso anno coinvolgendo molti partner tra cui Green Hippo, Panasonic e altri, e credo che il settore sia stato rappresentato al meglio.

Infine tra poco ci sarà è il keynote di chiusura, anche questo estremamente creativo. Tupac Martir è arrivato con un’idea precisa, che consiste nell’utilizzare le tecnologie degli espositori presenti in modo differente ed interattivo. È un momento chiave in cui saremo in grado di conoscere la reale situazione e le potenzialità di questo settore in questo momento, e questo mi affascina enormemente.

IM: Può darci qualche anticipazione per la prossima edizione?

MB: Il nostro obiettivo è di dare vita ad una nuova edizione nel 2020, migliore in termini di grandezza e di efficacia. Quindi abbiamo molto da fare nel frattempo. Il gruppo organizzativo farà una pausa e si rilasserà, poi ci ritroveremo ed inizieremo ad analizzare i risultati. Vedremo cosa è andato bene, cosa ha funzionato, cosa è andato male, come aggiustarlo, valuteremo se ripetere nuovamente alcune cose o meno. Dobbiamo dedicarci ad un’analisi approfondita, e nel momento in cui sapremo cosa è stato ISE 2019, potremo iniziare a pianificare ISE 2020.

IM: Facendo invece un salto in avanti di 2 anni. Cosa lascerete ad Amsterdam e cosa troverete a Barcellona?

MB: Lasceremo il clima freddo! (ndr. Ride!)… Scherzi a parte, Amsterdam è stata una città fantastica per noi, e il personale del RAI ha contribuito in modo spettacolare al nostro successo, aiutandoci a creare il più grande evento dedicato al mondo dell’AV. Ci spiace enormemente lasciare questo ambiente, ma davvero lo spazio non è più sufficiente per noi. Hanno provato a trovare un rimedio e hanno esaminato tutte le possibili soluzioni considerando l’espansione dei padiglioni e delle strutture.

Dal nostro punto di vista, guardando alla crescita dei prossimi cinque anni, ci siamo resi conto che qualsiasi proposta per la prossima edizione non sarà soddisfacente a lungo termine, ed è ingiusto da parte nostra pretendere dal RAI di apportare modifiche solo per noi. È triste partire, ma allo stesso tempo sappiamo che ci trasferiremo in un luogo fantastico, con il doppio dello spazio a disposizione e hall più grandi. Tutto questo ci darà l’opportunità di ripensare come sarà ISE e come diventerà il nuovo layout.

Walter Lutzu
IntegrationMag team

© 2001 – 2018 NRG30 srl. All rights reserved

Vai alla barra degli strumenti