Integrated Futures: “Tecnologie Green e dove trovarle”

Per la rubrica Integrated Futures, di IntegrationMag, vi presentiamo il terzo articolo di una serie curata da Cosimo Barberi (che vi abbiamo presentato precedentemente in questo articolo) dal titolo “Tecnologie Green e dove trovarle”.

1. Più con meno

Sono molte le istituzioni che a livello mondiale hanno proposto framework e obiettivi da raggiungere per abbattere le emissioni, ridurre l’impiego di risorse non rinnovabili e alleggerire la richiesta energetica. Tra queste annoveriamo come capostipite le Nazioni Unite (UN), che con i 17 Sustainable Development Goals (SDG) dettano l’agenda per il 2030 a tutte le altre istituzioni. Non è un caso se la diffusione e la democratizzazione delle Information Communication Technologies (ICT) nei documenti del UN sono messe al pari dell’abbattimento della fame e della sete nel mondo, e dell’accesso all’energia elettrica.

Le motivazioni? Le ICT mettono in comunicazione tutto e tutti: le persone con altre persone, gli oggetti con altri oggetti, gli oggetti con le persone e viceversa, il pianeta con le persone e gli oggetti e via dicendo. Come per un cittadino di Roma non è difficile sapere le condizioni di salute di un cittadino di Tokyo, così per un impianto di riscaldamento oggi non è difficile comprendere quando accendersi in base alla temperatura dell’ambiente. È in questa ‘sensorizzazione’ di oggetti e persone orientata a potenziare (vedersi e parlarsi a distanza) o a dare ex novo (percepire l’ambiente circostante) capacità più o meno inedite che risiede la chiave e il motivo per il quale le ICT sono oggi così importanti: l’efficientamento.

Rendere più efficiente un ambiente, un prodotto, un servizio fino a rendere più efficiente l’uomo stesso, abbatterne i consumi, gli sprechi (anche quelli cognitivi/intellettivi); l’obiettivo sottaciuto è sempre il solito: offrire di più con meno, riducendo gli sprechi.

2. L’automazione che guarda al Green

Logica – questa dell’offrire servizi e prodotti migliori riducendo l’impatto ambientale ed energetico – alla quale i più grandi player del settore dell’automazione e dei sistemi integrati si sono già convertiti, proponendo, sulla falsariga delle UN, la propria roadmap per lo sviluppo sostenibile.

Partendo da uno dei giganti dei sistemi integrati, Crestron, sul sito internet mette in evidenza il suo piano per abbattere gli sprechi energetici derivati dall’illuminazione degli edifici.

Come si legge sul comunicato la voce più alta di consumo di energia elettrica è quella degli edifici, commerciali e residenziali, che raggiungerà, secondo le stime del Green Building Council oltre il 74% entro il 2025. Entrando più nel particolare, di questo 74% circa il 38% è dovuto all’illuminazione, che si attesta come principale elemento di consumo di energia negli edifici, ben al di sopra di refrigerazione (12%) e del riscaldamento (12%). Le soluzioni integrate e automatizzate di Crestron hanno l’obiettivo di ridurre il consumo di energia dovuto all’illuminazione e alle altre apparecchiature mediante sistemi intelligenti e centralizzati, in grado di efficientarne al massimo l’uso.

Un altro grande gruppo a cui fanno capo aziende come BTicino e Zucchini, ovvero Legrand Group, si impegna sin da tempi non sospetti a ridurre l’impatto ambientale della propria attività e dei propri prodotti secondo gli standard stabiliti dalle UN. Legrand Group ha ottenuto ottimi risultati sia in termini di abbattimento delle emissioni di CO2 dovuto alle particolari soluzioni per gli edifici residenziali e commerciali, sia in termini di recuperabilità dei prodotti messi in commercio. In questo senso l’azione di Legrand Group è andata in direzione di riprogettare i propri prodotti secondo la logica dell’economia circolare, la quale prevede la piena riciclabilità dei materiali e dei componenti, evitando la deriva del “designed for the dump”. Proprio l’azienda varesotta BTcino ha contribuito alla sostenibilità del Legrand Group sviluppando un imballo, il WRAPEASY UNIVERSAL PACKAGING, che riduce l’impatto ambientale sia per il materiale usato sia per la capacità di adattarsi al meglio al prodotto riducendo al massimo l’ingombro. Il WRAPEASY ha addirittura vinto l’Italian Packaging Oscar per la categoria “Environment”.

Anche Axis, altro grande player nel settore dei sistemi integrati e della domotica, ha avviato una politica green per quanto riguarda la progettazione dei propri prodotti. Dal 2011 ha creato internamente un gruppo di lavoro, il Green Product Design group, dedito allo sviluppo di prodotti sempre a minor impatto per l’ambiente. Axis ha inoltre dato avvio alla life cycle analyses (LCAs) dei propri prodotti controllandone l’impatto ambientale lungo la catena di valore, puntando in direzione dell’economia circolare. I traguardi di Axis da questo punto di vista sono importanti: circa il 95% dei materiali usati nei prodotti sono recuperabili ed il restante 5% è inceneribile. A completare l’impegno di Axis per l’ambiente, l’azienda ha avviato un piano progressivo di eliminazione del PVC (plastica di polivinilcloruro) dai propri prodotti, sostituendolo con materiali riciclabili.

Sono molte altre le aziende nel settore dei sistemi integrati che stanno portando avanti una politica di riduzione dell’impatto ambientale della propria produzione e offerta di servizi, questo anche per il fatto che l’integrazione nasce come efficientamento a 360°: minore richiesta energetica, minori quantità di materiali, riduzione dei volumi dei prodotti e degli imballaggi, specializzazione dei task e perfezionamento dell’esecuzione. Con i prossimi articoli presenteremo altre aziende e prodotti virtuosi del sempre più determinante mercato delle green tech.

Leggi anche i precedenti articoli di Cosimo Barberi:

La Redazione

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