Faital contribuisce al progetto TINpano

Faital con i suoi oltre cinquant’anni di esperienza in campo acustico è la realtà di supporto a un importante progetto scientifico condotto dall’Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale della Clinica Mangiagalli e da AISTMAR Onlus (Associazione Italiana per lo Studio e la Tutela della Maternità ad Alto Rischio).

É stato denominato “progetto TINpano” e si concentra sulla Terapia Intensiva Neonatale della Clinica Mangiagalli di Milano – la più grande d’Italia e una delle più grandi di Europa.

Qui vengono ricoverati, ogni anno, circa 900 bambini patologici, in larghissima parte nati prematuri o fortemente prematuri. 

La ricerca prende l’avvio dall’opinione della comunità scientifica che l’inquinamento acustico in TIN vada misurato, controllato e contenuto al fine
di ridurre al minimo il disagio di tutti i bambini, piccoli pazienti, che vi dovranno passare molte ore, giorni o alcuni mesi.
 
Le macro-fasi di studio di questo progetto prevedono tre punti:
 
a) Analisi dello stato attuale, con rilevamenti del rumore in ambiente da un lato e dall’altro la misurazione dell’attenuazione garantita dalle attuali termoculle;
 
b) Seguiranno suggerimenti per messa in opera di contromisure tecniche e operative atte al contenimento delle emissioni acustiche dovute a macchinari, personale medico e genitori presenti in ambiente. In questa fase, da un lato verranno proposte adeguate contromisure architettoniche e strutturali per realizzare il massimo assorbimento e controllo acustico dell’ambiente; dall’altro le contromisure tecniche verranno suggerite in modo concreto ai costruttori di termoculle per adeguare e massimizzare l’attenuazione offerta dai propri prodotti.
 
c) L’ultima fase del progetto prevede la sintesi dei risultati ottenuti e la pubblicazione della ricerca scientifica relativa al progetto.
 
 

Faital è coinvolta in modo diretto fin dalle fasi prioritarie di questo
progetto di ricerca, nella misurazione in frequenza delle capacità di attenuazione garantite dai tre modelli di termoculle più diffuse. Le analisi sono state eseguite nella camera anecoica interna al centro Sviluppo & Ricerca di Faital di San Donato Milanese.
La seconda fase del progetto che vede ancora il coinvolgimento diretto
e il supporto di Faital prevede la possibilità di studiare un sistema di cancellazione attiva del rumore per una successiva implementazione all’interno delle termoculle.
 
Anche in questa fase Faital potrà dare un contributo essenziale versando le proprie competenze sviluppate in oltre mezzo secolo di attività e derivate dalla progettazione e costruzione di altoparlanti per il settore automotive -dove la cancellazione attiva del rumore è una realtà consolidata. Qui sarà richiesta la collaborazione delle case produttrici di termoculle per la parte applicativa.
 
In questo segmento applicativo della ricerca Faital è disponibile ad aprirsi a una collaborazione con altre realtà che operino nel settore dell’elettronica.
 
La prima fase della ricerca che, come detto, prevede analisi, rilevamenti e misure del rumore attuale in ambiente e parallelamente dell’attenuazione garantita dalle termoculle esistenti è stata completata presso la sede di Faital nei primi quindici giorni del Luglio 2012.
 
La fase immediatamente successiva del “post-processing” per l’elaborazione dei risultati ha coinvolto la seconda quindicina del luglio 2012.
 
 
Approfondimento
 
L’ambiente di Terapia Intensiva Neonatale vive un contrasto noto e difficilmente eliminabile: da un lato sarebbe auspicabile una situazione di assoluta quiete per simulare al meglio le condizioni pre-natali; dall’altro le necessità di assistenza costante, quindi la rilevante presenza di personale e genitori, i macchinari, i sistemi di monitoraggio e i relativi allarmi creano delle condizioni che strutturalmente non possono essere di quiete.
 
È opinione comune che l’inquinamento acustico in TIN vada misurato, controllato e contenuto al fine di ridurre al minimo il disagio di tutti coloro che vi passano molte ore: i piccoli pazienti, innanzitutto, che sono evidentemente molto vulnerabili e sensibili a qualsiasi stimolo esterno non previsto dalla propria età gestazionale; ma anche il personale operante nel reparto trae giovamento da una riduzione dell’inquinamento acustico, e non solo per gli evidenti vantaggi in termini di comfort ambientale. É infatti noto che l’esposizione a un persistente inquinamento acustico sia fonte di stanchezza e di perdita di concentrazione, condizioni di certo non auspicabili per le delicate operazioni che sono richieste al personale.
 
Infine, anche i genitori, presenti -generalmente per molte ore consecutive in reparto- e in condizioni psicofisiche spesso delicate, potrebbero beneficiare della riduzione del proprio stato di stress, con i conseguenti vantaggi sia personali sia sul rapporto genitore-bambino.
 
La particolare condizione dei piccoli pazienti merita una considerazione aggiuntiva: infatti essi sono gli unici attori del contesto ad essere esposti 24 ore su 24 alla rumorosità ambientale della TIN: una condizione di stress acustico che difficilmente sarebbe tollerabile da un adulto, malgrado egli possa contare sull’importante mediazione della ragione e su un cervello oramai allenato a cancellare i rumori ricorrenti e non interessanti.
 
Per questo motivo, condizioni che potrebbero essere considerate largamente tollerabili per un esposizione di qualche ora, potrebbero non esserlo per un piccolo neonato pre-termine che dovrà stazionare per qualche mese in TIN e post-TIN.
 
 

 

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