Engagement, entertainment, design, interattività: il futuro dell’integrazione e il presente di Canon nell’intervista a Massimiliano Ceravolo

Il mondo moderno e avanzato dell’integrazione di sistema e l’Italia si trova in un momento “critico”, ossia di scelta e di decisione, nell’accezione etimologica del termine. Questa fase di decisione – o di evoluzione – è almeno in teoria perenne, continua, ma non è così ovunque: alcune città e paesi, quelli più avanzati, stanno facendo progredire economie e nuove mercati, tecnologie e nuovi livelli di innovazione, altri arrancano, rincorrono o rimangono indietro.

Ma quali sono queste scelte “critiche”? Determinare il passo e stare al passo. In Italia, nel suo insieme e nel suo particolare, abbiamo la percezione che tale scelta debba ancora emergere con evidenza e forza, in maniera diffusa e consapevole. Una decisione di modernità e di drastica innovazione, che muova ed evolva anche la propria cultura di massa, il livello tecnologico e infrastrutturale, e che adotti e definisca – se possibile – nuovi modelli di business.

In Italia non mancano certamente le figure e le aziende capaci di indirizzare e co-creare nuove dinamiche di mercato e che facciano leva sulle nuovissime tecnologie e sui più moderni codici di comunicazione. Per questa ragione abbiamo voluto coinvolgere una personalità di spicco, Massimiliano Ceravolo, Professional Imaging & Consumer Marketing Director di Canon Italia. Ceravolo ha infatti alle spalle una lunga storia professionale che ha accompagnato, seguito da vicino e promosso questo senso di evoluzione del business e delle tecnologie, con una lungimirante percezione sia dei mercati professionali che quelli consumer. Al tempo stesso, la persona di Ceravolo rappresenta una delle aziende tra le più visionarie e innovative della storia: Canon.

Rimandiamo alcuni dettagli della biografia professionale di Massimiliano Ceravolo a QUESTO LINK. In questo articolo vogliamo dare séguito a ciò che nel corso di tanti anni di incontri, interviste e qualche drink di fine fiera, è emerso dalle conversazioni con Massimiliano Ceravolo. Il dirigente di Canon sì è spesso – se non sempre – allontanato dagli aspetti meramente legati al singolo prodotto, per concentrarsi puntualmente su argomenti più ampi e complessi, con il suo rinomato stile sagace e non di rado provocatorio. Questa intervista, iniziata in chiave “dove sta andando Canon'”, si è sviluppata delineando sistemi e “macro-sistemi”, piattaforme tecnologiche trasversali, visioni e pulsioni di innovazione, fino alle tendenze e alle nuove opportunità dell’integrazione.

Integrazione a 360°, engagement, entertainment, design, cultura e arte sono state tra le parole chiave di questa chiacchierata. Concetti che consentono e che hanno il compito di ampliare ed elevare il significato stesso di system integration e le sue applicazioni possibili. A maggior ragione se riferite ed applicate a questa nostra (non sempre e non ovunque) “giovine” Italia.

Oggi giorno, infatti, il prodotto di per sé non basta più, ogni nuovo elemento introdotto nel mercato deve rappresentare nuove soluzioni e opportunità di business. Soluzioni perfettamente integrabili, modulabili o scalabili e opportunità che possano fare la differenza e costituire un valore aggiunto e unico per il cliente finale e per il system integrator o progettista stesso.

Per fare un esempio e una battuta: non serve più un semplice proiettore, servono una buona ottica, un’altissima risoluzione (possibilmente nativa), versatilità di connessione e interfacciamento, durabilità e affidabilità, ma anche adattabilità e versatilità d’uso (si pensi ad esempio alle ottiche intercambiabili e compatibili su più proiettori così come la facilità e velocità di montaggio e manutenzione). Per continuare con gli esempi, non basta più una telecamera di videosorveglianza e un DVR, servono piattaforme, standard condivisi, sistemi intelligenti, automatizzati e che restituiscano al cliente informazioni, dati o statistiche utili e sempre più indispensabili per il business di oggi.

IntegrationMag: Come interpreta Canon – sia nella sua offerta visuale che nel mondo security, sia in termini di sistemi e soluzioni che di ecosistemi più ampi e trasversali – questa imprescindibile necessità di integrazione?

Massimiliano Ceravolo: La nostra value proposition rivolta a clienti e partner è strutturata in una grande visione di Imaging EcosystemA ciò si aggiunge la necessità sempre più stringente di possedere competenze trasversali. E’ essenziale riuscire a intercettare, comprendere e anticipare le esigenze specifiche degli utenti, a partire dalla fase di acquisizione, al processing fino al output dell’immagine. Fra queste importanti fasi di vita dell’immagine quella di processing sta acquisendo sempre maggiore rilevanza. Si parla di necessità proprie sia di un mondo B2B che di un mondo B2C che sempre di più oggi hanno bisogno di archiviare, modificare, condividere e gestire le immagini catturate.

La nostra offerta negli anni è passata da singoli prodotti a una serie di applicazioni più articolate. In questo approccio la tecnologia Canon rimane al centro del processo di acquisizione e gestione dell’output.

“Integrazione” è per noi un concetto al centro del cambiamento, affiancandoci a realtà complementari per lo sviluppo tecnologico. In questo contesto i nostri partner sono un importante punto di riferimento, ciascuno con le sue competenze specifiche per ogni singolo segmento di mercato.

Una rappresentazione di prodotti dell’Imaging Ecosystem di Canon

IM: Canon in questi anni ha anche allargato il proprio ventaglio di soluzioni e rinforzato ulteriormente la propria “capacità di fuoco” nel mercato, anche con acquisizioni eclatanti, rilevando aziende strategiche per il loro posizionamento, reputazione e offerta, come ad esempio Axis Communication e Milestone. Marchi e un grande portfolio aggregato di soluzioni che chiudono perfettamente il cerchio dell’offerta di Canon, in un’ottica di diversificata e solida complementarità

MC: Sì, grazie a questo processo di acquisizioni avviato da oltre 10 anni, oggi possiamo contare su una serie di realtà che hanno contribuito ad affinare le nostre competenze e la nostra conoscenza in mercati specifici. Oltre ad Axis e Milestone nel campo security, potrei anche citare Océ, Therefore e Iris per i settori printing e gestione documentale. Grazie a queste acquisizioni abbiamo potuto ampliare le nostre capacità nei processi funzionali offerti ai nostri clienti e utenti.

Tornando al nostro mondo dell’integrazione, abbiamo prima accennato a delle parole chiave che stanno permeando ampiamente il modo di comunicare, le tecnologie di molti brand, e anche il modo in cui si pensano e realizzano i progetti e le installazioni: Engagement, Interattività e Design. Digital signage, rental, visual arts e museale sono solo alcuni esempi in cui l’engagement, interattività e la ricerca del design sono dei must cui la tecnologia deve e può rispondere.

Nell’entertainment, come gli eventi live, teatrali e nelle performance artistiche e di comunicazione, l’engagement e l’interattività con il pubblico, la spettacolarizzazione e l’effetto “wow”, esperienze uniche e imperdibili, stanno portando sia gli eventi che le installazioni ad essere decisamente sempre più visual, multimediali ed estremamente evoluti dal punto di vista tecnologico. In quest’ottica i settori dell’entertainment e del rental hanno forse trovato una potente chiave di sviluppo e rinnovamento, mentre le tecnologie visuali per le installazioni medio e grandi hanno trovato un nuovo canale di promozione, opportunità e diffusione con grandissimo potenziale.

Un esempio di installazione immersiva e coinvolgente con proiettori Canon Xeed per la Fondazione Catella

IM: In questi scenari, il pubblico-utente può essere coinvolto attraverso una iper-realtà aumentata, emozionale e suggestiva, e la videoproiezione è forse una delle tecnologie che meglio può rappresentare e generare questo livello e qualità di esperienza per gli utenti. Cosa ne pensa?

MC: I successi raccolti da Canon negli ultimi anni nel campo della videoproiezione attestano esattamente il valore e la contemporaneità che oggi stanno assumendo le applicazioni in ambito di visual communication. In molti settori industriali differenti si stanno infatti rimodulando le modalità di ingaggio, intrattenimento e fruibilità dei contenuti visivi. La direzione è quella di creare contenuti sempre più performanti e di elevata qualità.

In ambiti come ad esempio il mondo museale o artistico, l’introduzione di soluzioni digital ha permesso di rafforzare la narrativa e la spettacolarizzazione delle esposizioni. Queste nuove modalità di fruizione dell’arte e della cultura stanno contribuendo ad aumentare l’interesse e l’interazione del grande pubblico verso queste tematiche.

Considerando invece l’ambito retail, la customer experience oggi è implementata con strumenti sempre più integrati, capaci di intercettare e analizzare in tempo reale le attese del consumatore. Tutto ciò avviene in termini di informazioni offerte, coinvolgimento e accompagnamento all’acquisto. Ad aiutarci è anche il nostro grande heritage e la nostra esperienza nel mondo consumer, che ci fa arrivare con una mente preparata ad affrontare le necessità, i bisogni del consumatore e a comprenderne le principali leve all’acquisto.

Citando noi un prodotto o una tecnologia (come IntegrationMag è abituata a fare), non a caso Canon ha sviluppato un sistema di videoanalisi, VCA, che ci sembra una soluzione perfetta e un eccellente esempio di integrazione tra tecnologia (in questo caso i sistemi di videosorveglianza di Canon), l’ecosistema di video management di Milestone e le capacità di rilevamento e di “intelligenza” della VCA Canon. La Video Content Analysis di Canon permette di rilevare e conteggiare un enorme numero di persone, fino a 1.600 persone con una sorgente video Full HD e 7.000 con immagini 4K, con un’altissima precisione e affidabilità. Proprio nel retail, ma anche nei grandi centri commerciali, nel museale, e molti altri possibili ambiti, le applicazioni possibili si sprecano: dalla gestione code, al controllo dei flussi di pubblico, analisi delle aree calde, analisi delle fasce orarie di maggiore congestione, eccetera. Dall’altra parte però è in grado di offrire un valore aggiunto preziosissimo per il cliente finale: ottenere statistiche della propria utenza o clientela, avere una maggiore e più strutturata percezione della customer experience, dei flussi di fruizione del proprio pubblico o dei flussi di produzione e lavoro del proprio personale. In questo modo è possibile efficientare e ottimizzare il gradimento dei clienti, le vendite e il benessere e il lavoro dei dipendenti, ma anche avere un ritorno sull’investimento più evidente ed immediato. Qui il cerchio si chiude in una perfetta formula win-win tra vendor-integratore-cliente finale.

Ci siamo spostati su fronti più “commerciali”, di comunicazione e customer experience. In quest ambito parlare di tecnologie visual impone di soffermarsi un attimo sul digital signage. In Italia il digital signage non ha mai prepotentemente attecchito quanto in altri paesi come gli early adopters in cui il digital signage è stato “inventato” e come quelli in forte sviluppo che stanno perseguendo (ed inseguendo) le soluzioni innovative di fare business, comunicazione e marketing.

IM: Dove si posiziona l’Italia e qual’è il destino del digital signage nel nostro paese e nel resto del mondo?

MC: Secondo ricerche internazionali, come ad esempio. Future Source, il digital sinage è un fenomeno che continua a evolvere e maturareRiteniamo possa essere un elemento estremamente significativo per il rinnovamento delle modalità di comunicazione. In un’epoca come la nostra, in cui tutto è condiviso e accade in tempo reale è importante riuscire a rivedere in tempi brevi le azioni di comunicazione interna ed esterna. Questa necessità è spiccata sia per le PMI che per le grandi realtà.

Sia le modalità di comunicazione che le modalità di fruizione dei contenuti possono essere estremamente varie: da un device fisso o mobile (computer, PC, cellulare, tablet) fino a un monitor indoor o outdoor. Sempre di più tuttavia la modalità di fruizione attraverso videoproiezione è in grado di intensificare e spettacolarizzare i messaggi che si desidera comunicare.

Il digital signage applicato ai proiettori è oggi possibile grazie alle sorgenti laser ma è molto diverso per applicazioni e tecnologie rispetto a quello dei display: richiede maggiore fantasia e creatività progettuale e una certa attenzione al design del sistema installato. Analogamente la videoproiezione esprime il suo meglio in contesti di visualizzazioni immersive, emozionali o artistiche, ma anche in termini di ingombri. Come si può vedere, ad esempio, nella foto sotto creatività installativa e razionalizzazione degli spazi e dell’ingombro delle tecnologie hanno dato il loro meglio. In questa installazione realizzata da SCENOMEDIA (www.scenomedia.at), all’interno di un ristorante di una nave, proiettori short-throw Canon XEED WUX400ST, alimentati da player AV Stumpfl HD Player Pro, proiettano su schermi di videoproiezione motorizzati sempre AV StumpfLa soluzione è semplice quanto ingegnosa: gli schermi motorizzati possono essere infatti abbassati nel corso del servizio di ristorazione e alzati quando l’imbarcazione è in navigazione e all’ingresso e uscita dei clienti, senza mai ostacolare il passaggio del personale o degli ospiti. La medesima installazione sarebbe stata impossibile o sicuramente più complessa e delicata utilizzando display tradizionali.

(Fonte: AV Stupfl – https://avstumpfl.com)

IM: Quali sono i suggerimenti che possiamo dare agli installatori, integratori e designers per far percepire le opportunità che il “projected signage” può offrire?

MC: Ciò che possiamo suggerire è prima di tutto un costante aggiornamento, soprattutto in questi anni di grandi cambiamenti tecnologici. L’aggiornamento di cui parliamo non si riferisce semplicemente all’analisi e alla verifica delle specifiche tecniche delle nuove tecnologie, ma anche e soprattutto ai trend di mercato e alle nuove esigenze cui le nuove tecnologie devono e possono rispondere.

La videoproiezione dal punto di vista dei costi totali, nascosti (come ad esempio l’installazione) e visibili (valore del prodotti), può risultare più economica. A ciò si aggiunge la necessità di comprendere appieno il potenziale applicativo delle nuove soluzioni tecnologiche, i loro limiti e le loro massime capacità.

Per fare un esempio concreto rispetto alle nostre tecnologie di videoproiezione basti pensare alla gamma XEED. Infatti grazie a queste soluzioni possiamo garantire una resa cromatica universalmente riconosciuta, legata all’alta qualità dei profili colore e livelli di luminosità costanti anche cambiando il posizionamento del proiettore rispetto allo schermo di proiezione.

Sperimentare, testare, avere fantasia e creatività a sufficienza per sapere interpretare e anticipare le esigenze di una realtà committente sono aspetti essenziali per offrire un valore aggiunto a proprio lavoro. E’ proprio questa infatti la chiave ideale per poter espandere e rendere riconoscibile il proprio business sul mercato.

Info: Canon Italia

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