Cuneo Provincia Futura: le videoinstallazioni artistiche di Alessandro Marrazzo

Vi segnaliamo una particolare ed articolata installazione ideata da Alessandro Marrazzo, regista, scenografo, show designer, lighting designer AILD, sceneggiatore e autore televisivo, che ha il merito di aver portato il genio creativo italiano nel mondo ideando film, musical, grandi recital comici, opere liriche e pièces teatrali di notevole spessore e rinomanza.

Alessandro ha portato in scena una serie di videoinstallazioni artistiche in dieci luoghi simbolo della provincia di Cuneo dal titolo  “Cuneo Provincia Futura – La più grande mostra a cielo aperto”. Si tratta di una mostra a cielo aperto che per la prima volta accende contemporaneamente le città di CuneoAlbaBra e Mondovì. Luci, colori e suoni invadono la provincia, creando nuovi percorsi urbani tra realtà e immaginazione in un progetto promosso da Fondazione CRC (Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo) e ideato e curato da Alessandro Marrazzo.

Cuneo Provincia Futura è un nuovo modo di veicolare l’arte e la cultura, intrecciandole allo spazio urbano con un grande evento pubblico aperto a tutti. Dal 23 ottobre al 21 novembre 2021 il pubblico potrà assistere a un evento senza precedenti che vuol far riflettere sui grandi temi del domani, il nostro Futuro e le sue sfide.  Dieci le tematiche coinvolte in 10 percorsi lungo le varie locations che vanno dal rapporto tra Uomo, Macchina e Natura fino al concetto di tempo, passando per clima, intelligenza articifiale, arte, spazio e molto altro.

Palazzi, strade, piazze e tutto il tessuto urbano sono i protagonisti e al contempo messaggeri di contenuti.  Grazie alle più recenti e innovative proposte tecnologiche, le spettacolari video-installazioni – tutte site-specific – creano esperienze visive, scenografiche e immersive emotivamente molto coinvolgenti. Dieci capitoli indipendenti e fruibili singolarmente in una grande galleria urbana a cielo aperto per sensibilizzare su un unico grande tema: il FUTURO.
Le dieci videoinstallazioni, declinazioni dell’argomento principale, concepite specificamente in base alle particolarità architettoniche, urbanistiche e storico-artistiche del luogo per cui sono state create, indagano su temi di rilevanza globale dal cambiamento climatico al rapporto tra uomo, macchina e natura, dall’intelligenza artificiale alle conquiste spaziali, dalle tematiche ambientali alle arti.

Cuneo Provincia Futura rappresenta un concept nuovo ovvero una grande mostra a tema che coinvolge per la prima volta più città contemporaneamente e che strizza l’occhio ai grandi festival festival europei e internazionali di luci (Lione, Berlino, Amsterdam, ecc.).

“Ho cominciato a pensare al progetto di Cuneo Provincia Futura, più di anno fa, nei giorni di inquietante irrealtà che hanno caratterizzato i primi mesi del 2020, camminando per le strade deserte, immobili e silenziose della città.” – spiega Alessandro Marrazzo“Osservavo i palazzi inerti e ingombranti, pesanti e maestosi, solidi inamovibili piantati al suolo con le loro radici di ferro e cemento, pieni di qualcosa, tutti insieme con il loro interno che non potevano più mostrare, grandi involucri a custodia di un contenuto fermo nel tempo, in quell’attimo in cui la chiusura li aveva sorpresi, come una moderna colata di lava che ha trasformato il mondo in una nuova Pompei, e allora mi sono tornate alla mente le digressioni filosofiche legate al paradosso del gatto di Schrodinger: visto che è impossibile sapere, prima di aprire la scatola, se il gas sia stato rilasciato o meno, fintanto che la scatola rimane chiusa il gatto si trova in uno stato indeterminato: sia vivo sia morto. Solo aprendo la scatola questa “sovrapposizione di stati” si risolverà e ho pensato a tutto quello che all’interno dei palazzi normalmente è contenuto, quel patrimonio di vita, arte, cultura, scienza e storia che improvvisamente non era più disponibile, e se fosse rimasto così per sempre? Anch’esso in uno stato indeterminato sia vivo sia morto? Quelle forti mura che fino a un giorno prima proteggevano il loro contenuto ora erano divenute pareti di scrigni sacri, improfanabili, inaccessibili pietre tombali per una sepoltura in attesa della resurrezione che forse non sarebbe arrivata mai.  E ho pensato a cosa si potesse fare, a come poter “liberare” dalla prigionia quegli interni e ha cominciato a prendere forma l’idea di usare gli esterni al posto degli interni, ciò che involge cambia la sua funzione da ciborio a ostensorio, mutando il custodire con il mostrare. Tutto il tessuto urbano costruito nei secoli dall’uomo per l’uomo, senza vita perdeva di colpo senso, spazi e forme progettati per le comunità e le loro funzioni sociali si mostravano come inutili resti del passato, gli stadi così come i mercati rionali o le semplici panchine avevano perso il loro motivo di esistere, certo all’interno di molti edifici la vita continuava, ma quella fuori era tutta diversa, tutta da ridisegnare, ferma, spenta e inanimata. E su queste tre parole, spenta, ferma e inanimata ho cominciato a concentrarmi con la progettualità di trasformarle con una grande operazione urbana tutte e tre nel loro opposto. Da subito ho pensato che il linguaggio dovesse essere nuovo, vista l’unicità della situazione senza precedenti in cui l’uomo era stato costretto. Ho pensato quindi di utilizzare tutte insieme le competenze con cui lavoro la regia, la scenografia, il lighting design, il cinema, il teatro, la multimedialità, le nuove tecnologie e la musica, tutte insieme per creare qualcosa di nuovo ed unico, volevo, seguendo i dettami della Gestalt, che il risultato finale fosse più della somma delle singole parti: una sinfonia. E come tali ho concepito e lavorato tutte le installazioni, come una grande orchestrazione, dove gli strumenti musicali con le loro partiture sono diventati luci, videoproiezioni, laser, elementi scenografici, tecnologie multimediali, suoni, grafiche, testi, filmati per creare esperienze potenti e coinvolgenti per gli spettatori.”

“Ho pensato che questo strano periodo che ha fermato il tempo, ha fermato fondamentalmente il futuro, quel naturale sviluppo della nostra specie che ci faceva sentire forti e potenti, proiettati senza paura in un futuro facile da prevedere e da anticipare, veloce a venire e a superare quello immaginato soltanto qualche anno fa, questo evento planetario ha messo in discussione quell’ovvietà che avevamo ormai nei confronti del futuro, del progresso e della nostra evoluzione, ripensare al futuro e ripensare il futuro era il tema sul quale volevo coinvolgere il pubblico, e l’idea di creare delle installazioni luminose e sonore in alcuni luoghi delle città era lo strumento giusto per farlo. Veri e propri set multisensoriali per immergere lo spettatore in un’esperienza totalizzante. Le architetture delle città sono l’elemento chiave dal quale sono partito per concepire le installazioni, volevo quelle facciate, quelle strade, quei portoni, quelle pietre, quelle piazze, quei monumenti, tutto ciò che si era svuotato, fermato, immobilizzato e spento come protagonista di una nuova vita.

Quelle facciate, quelle strade, quei portoni, quelle pietre, quelle piazze, quei monumenti sono al contempo testimonianze del passato e portatori di futuro, noi oggi siamo il loro futuro ed è meraviglioso e dovuto che siano loro a raccontare il futuro.
Se l’arte urbana potesse prendere vita? Questo mi sono chiesto. Così è nata Cuneo Provincia Futura – La più grande mostra a cielo aperto”.

Per gli amanti dei numeri Cuneo Provincia Futura vede in scena:

  • 53913600 pixel videoproiettati;
  • 497000 Lux di potenza luminosa;
  • 23470 metri quadri di architetture coinvolte;
  • 3000 metri quadri di superficie laser;
  • 590 Kilometri quadrati di territorio coinvolto.

Le Tecnologie:

GENERAZIONE ROBOTICA, Palazzo Vitale – Cuneo

  • 1 Videoproiettore Panasonic PT-DZ21K2 + ET-D75LE20

UN FUTURO SOMMERSO, Via Roma – Piazzetta del grano – Cuneo

  • 5 videoproiettori EPSON EBL20000U + OTTICA LEP2h WUXGA 0,47-0,57:1
  • 4 videoproiettori Panasonic W90 + ottica standard – 1.87-2.8:1
  • 10 Proiettori Gobos Futureled MAX 300 Ip65
  • 1 DTS EVO

VIVERE PER SEMPRE, Piazza Virginio – Cuneo

  • 1 videoproiettore Epson Eb-7905Wu con ottica 0.65:1
  • 20 Par Led VARYTECH B&K 14 X8 W RGBW IP65
  • 1 DTS BRICK 24 IP65

LA MINACCIA DELL’ANTROPOCENE, Cortile della Chiesa Santa Croce – Cuneo

  • 1 videoproiettore Barco FLM HDx20 Flex Lens 0,8
  • 12,5 mtq LEdwall 5.9 ip65
  • 9 Led Washer Showtec HELIX

LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE, Piazza Duccio Galimberti – Cuneo

  • 4 Laser RGB 25W
  • 4 Laser RGB 12 W

REQUIEM PER IL PIANETA, Piazza Europa – Cuneo

  • 3 videoproiettori Epson EB-1755 laser + 1,7:2,6

ARTeFICIALE, Piazza Risorgimento – Alba

  • 6 videoproiettori Panasonic PT-RZ21K, Ottiche ET-D75LE20 1.67 – 2.4:1
  • 9 DTS BRICK 24 IP65
  • 5 DTS EVO

IO SARO’, Piazza Michele Ferrero – Alba

  • 6 metri strip led bianco freddo
  • 1 Scritta neon rosso
  • 2 Clay Paky Sharpy

UN MONDO NUOVO, Palazzo Garrone – Bra

  • 2 videoproiettori Panasonic PT-DZ21K2 + ET-DLEm5 0,8:1
  • 2 Sagomatori ETC S4 25°-50° Zoom Profile con portagobos

UN FUTURO LUNGO 10.000 ANNI, Torre Civica del Belvedere – Mondovì

  • 2 videoproiettori Panasonic PT- RZ31K  +ET-D75LE10
  • 2 Clay Paky Sharpy Plus
  • 4 Led Washer Showtec HELIX
  • 12 Par Led VARYTECH B&K 14 X8 W RGBW IP65
  • 2 Prolights Mosaico

Info: www.spazioinnovazione.com

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