Case Study: Helvar fa risplendere il Castello di Bled

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Il castello di Bled risale al 1004, quando l’imperatore germanico Enrico II donò i possedimenti di Bled ad Albuino, vescovo di Bressanone. Inizialmente costituito da una sola torre fortificata, nel Medioevo furono costruiti altri moduli di difesa dando alla costruzione una particolare doppia struttura: la parte centrale fortificata, destinata al soggiorno dei possidenti e la parte esterna con le mura di cinta e l’edificio per la servitù. Dopo il terremoto del 1511 il castello non fu più oggetto di rifacimento fino al 1951, quando fu sottoposto ad ampi lavori di ristrutturazione per renderlo la sede espositiva che oggi tutti conoscono.

Il castello di Bled con la sua storia e grazie ad interventi conservativi che ne custodiscono la sua intatta bellezza, rappresenta il fiore all’occhiello del turismo sloveno e se un tempo era importante teatro di incontri diplomatici e crocevia per eminenti viaggatori, oggi rappresenta un piccolo paradiso in cui rilassarsi e godere di vedute mozzafiato.

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Molto importante nell’attività di promozione del castello è la sua illuminazione, in particolare quella esterna, che rende l’intera rupe attrazione turistica e vero e proprio biglietto da visita della cittadina anche di notte. Grazie a un’illuminazione accuratamente studiata, il castello prende forma nella notte, dominando il paesaggio e ponendosi come punto di riferimento per chi soggiorna nella zona.

Il progetto illuminotecnico è stato guidato quindi da una forte componente decorativa che ha preso in considerazione la tonalità di luce calda che meglio si adattasse alla storicità del luogo. Come fonte luminosa sono stati scelti LED in tonalità ambra che riproducono al meglio la luce emessa all’epoca dalle fiaccole. Sono inoltre stati studiati gli scenari luminosi che potessero valorizzare al meglio la monumentalità e il fascino del luogo.

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Il progetto ha tenuto tuttavia in debita considerazione anche altri fattori importanti, quali il rispetto delle normative sull’inquinamento luminoso e la fruibilità e sicurezza propri di un luogo pubblico. Date le peculiarità del sito storico e ambientale, era inoltre fondamentale avere un impianto che garantisse la massima protezione nel caso di scariche elettrice, utilizzasse meno cavi possibili e fosse versatile nel caso di modifiche future. Non bisogna infatti dimenticare che il fatto di trovarsi in cima a una rupe, espone maggiormente il castello al rischio fulmini, e che il rispetto dell’architettura originale richiedeva una ristrutturazione meno invasiva possibile.

Fin dall’inizio ho sostenuto l’importanza di concepire il progetto con soluzioni innovative” racconta Zvonko Arčon, partner di Helvar per questo progetto “essendo consapevole del pericolo rappresentato dai fulmini in assenza di soluzioni tecnologiche adeguate che permettessero di mantenere la funzionalità dell’impianto e il ripristino dello stesso in tempi brevi in caso di incidente atmosferico”.

castello di bled4Il sistema di controllo della luce Helvar ha rappresentato una soluzione per tutte queste problematiche. I 190 proiettori LED utilizzati per illuminare il castello sono gestiti tramite protocollo DALI, con cui è stato cablato l’intero edificio, dialogando tra loro attraverso i due Digidim Router 910 installati. Attraverso un pannello di controllo centrale collegato alla rete Ethernet è possibile gestire i vari scenari luminosi per esigenze ordinarie – come la riduzione del flusso luminoso in piena notte (0.00-5.00) – o straordinarie come in occasione di eventi o particolari ricorrenze.

Tutto il sistema inoltre è protetto da scaricatori di sovratensione, anche questi collegati al sistema di controllo centrale che ne segnala eventuali guasti. Il sistema studiato con la componentistica Helvar ha già dato esempio della sua funzionalità e flessibilità. A pochi mesi dall’installazione è stato infatti necessario prevedere una modifica alla programmazione per consentire lo spegnimento dei proiettori in corrispondenza della storica vite di Lent, la più antica del mondo con i suoi 440 anni di vita. La direzione, nell’intento di preservare questa specie autoctona, aveva deciso di piantarla nel cortile del castello, senza considerare tuttavia che quello non era il luogo migliore a causa dell’incidenza della luce artificiale che alterava i ritmi fotobiologici della vite destinandola all’estinzione. Grazie al sistema di controllo è stato possibile spegnere i proiettori in corrispondenza della vite, senza per questo dover modificare l’intero impianto illuminotecnico.

Il nostro compito è quello di ascoltare il cliente, capire le sue esigenze e proporre la soluzione più appropriata” conclude Zvonko ArčonUtilizzare i sistemi di controllo Helvar è risultato vincente grazie alla flessibilità dell‘impianto che permette sia la temporizzazione delle funzioni e allo stesso tempo il controllo remoto dello stato degli apparati e del loro funzionamento ottimale”.

Info: www.helvar.it

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