Super Quark al CPTV di Torino – il video e l’audio

Entrando al CPTV di Torino, in Via Verdi, la prima cosa che si incontra è il piccolo museo della Radio e della Televisione allestito nel centro, telecamere d’altri tempi, radio a galena, microfoni e televisori di un epoca oggi molto distante dal nostro immaginario moderno collettivo, eppure sono tecnologie che risalgono solo a poche decine di anni fa.

Nell’era del wireless ci confrontiamo con la produzione di una trasmissione di divulgazione scientifica, Super Quark, condotta da Piero Angela, nello studio per le riprese interne della trasmissione.

 Le riprese vengono effettuate con telecamere Hitachi SK-HD1000 dotate di ottica Fujinon, incontriamo Angelo Punzi, il tecnico del controllo video.

IntegrationMag: un set di telecamere nuove per le riprese di Super Quark.
Angelo Punzi: dopo molti anni siamo tornati ad utilizzare telecamere Hitachi, una marca che utilizzavamo già negli anni novanta.
Per questa trasmissione usiamo cinque delle sei camere in dotazione allo studio, due di esse hanno installato il gobbo per lo speach del conduttore, due sono montate sui cavalletti a gas, una su Jimmy da otto metri, una su Dolly e una fissa come Beauty, per le inquadrature dall’alto.

IntegrationMag: telecamere nuove, regia nuova, tutto in alta definizione?.
Angelo Punzi: non è una regia completamente HD, l’impianto è stato rinnovato solo in parte, e verrà presto completato per il passaggio finale in HD totale, al momento è una configurazione “ibrida”.
Sono stati rinnovati il mixer video, le telecamere e sono stati aggiunti alcuni nuovi apparati di registrazione, praticamente la nostra è una regia che può già produrre trasmissioni in alta definizione ma che gestisce i segnali di monitoria e di comunicazione con lo studio e con il Super Tv attraverso sistemi di conversione del segnale.

IntegrationMag: qualche difficoltà, però superabile.
Angelo Punzi: si, questo comporta alcune difficoltà e la necessità di avere un buon numero di convertitori che consentano di interfacciare alcune apparecchiature che sono diverse tra loro, un tecnico vorrebbe sempre avere la massima disponibilità per tutti gli apparati e tutti i segnali, qui ovviamente siamo un po’ limitati.
Una altra serie di problemi vengono dalla parte audio che è rimasta sostanzialmente analogica, il che significa che non siamo ancora abbastanza moderni per mettere al “passo” audio e video dove serve sempre nel migliore dei modi.

IntegrationMag: seguendo però la strada del digitale.
Angelo Punzi: digitali nel video, troppo poco digitali nell’audio, un sistema “ibrido”, come ti dicevo, che si evolverà, fino al completamento finale, in passaggi successivi.
Una filosofia di lavoro dell’ente, che abbiamo già vissuto nei precedenti up-grade di sistema, nei precedenti cambiamenti che hanno determinato il passaggio dal b/n al colore, dall’analogico al digitale, ed oggi dal 720 al 1080.

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Ultimo nato in casa Grass Valley è il Kayenne serie XL, di cui ci parla Massimiliano, tecnico al mixer video del centro di produzione Rai di Torino.

Massimiliano: questo banco, in questa configurazione, ha 72 ingressi e 36 uscite, che sono chiamate ausiliarie, cioè a differenza di quanto accadeva in passato questi banchi non hanno più le uscite dedicate tipo il “program”, il “green field” e cose di questo tipo.
E’ una matrice 72 ingressi e 36 ausiliarie, poi sei tu che decidi che una ausiliaria diventa l’uscita mixer, ma è una convenzione, la macchina ha 36 punti di prelievo del segnale ed è un segnale che hai deciso tu.

IntegrationMag: quali funzionalità ha questo banco?
Massimiliano: essenzialmente è organizzato su tre striscie omogenee, che vuol dire che sono intercambiabili tra loro di posto, sono uguali tra loro. Le comunicazioni sono con RJ45 e la modularità è totale, tutti gli oggetti che hanno la stessa struttura sono assolutamente intercambiabili.
Questa configurazione ha sei licenze “croma key” disponibili e sei tu che decidi quante attivarne, in linea di principio puoi fare sei chiavi per banco, noi ne abbiamo acquistate quattro, e sono trasferibili con le licenze a piacimento.
Ogni banco ha quattro potenziali uscite che sono chiamate “cascade” e funzionano a cascata, uscite che tu configuri sul piano delle chiavi, significa che puoi decidere che uno o più banchi possono avere fino a quattro uscite diverse, con quattro diversi livelli di “green field”. In qualsiasi situazione puoi distribuire segnali diversi.

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IntegrationMag: per esempio?
Massimiliano: ipotizza di dover produrre una partita calcio e di diver distribuire i segnali alle regie internazionali, puoi mandare su una uscita solo il cronometro e non i sottopancia, su un altra uscita sia il cronometro che i sottopancia, in una terza uscita cronometro sottopancia e pubblicità.
Puoi avere fino a quattro uscite diverse con le chiavi che vuoi, senza dover lavorare come un ragno sul banco, semplicemente configurando diversamente le uscite a cascata.

IntegrationMag: si possono registrare delle clip?
Massimiliano: certamente, hai la possibilità di registrare fino a sessanta secondi di clip video, in Hd, inoltre puoi gestire sequenze di immagini e utilizzare un utilissimo effetto di dissolvenza incrociata sulle ausiliarie.
Interessanti sono le Dve, questo banco ne ha di due tipi: le Idpm, che sono degli effetti di memoria di quadro associate alle chiavi, il che significa che non devi impegnare un banco per fare gli intarsi, ma lo hai già associato alla chiave; le Adpm, che sono intese invece in senso tradizionale, con i limiti di associazione al banco effetti.
Di fatto hai la possibilità di fare fino a 12 manipolazioni senza impegnare un banco effetti.

IntegrationMag: ha poi tante altre piccole particolarità.
Massimiliano: è interessante per esempio che questo sia un banco Hd che può lavorare anche in Sd, ed in inea di principio oltre a lavorare con il Trilevel per il sincronismo, se ti muore la macchina, può prendere il sincronismo da un’ altra fonte, per esempio una camera. Ogni riga di tasti poi non ha un ruolo definito, ma ogni tasto o sbarra di chiave può avere funzioni diverse, gestire le chiavi o comandare le ausiliarie, o addirittura configurare le sbarre esterne.

IntegrationMag: controllo totale della colorimetria.
Massimiliano: rispetto agli altri banchi ha la possibilità di fare una vera color correction, sia sulle sbarre delle ausiliarie che su ogni singolo ingresso disponibile, il che ti consente di lavorare senza correttori di colore dedicati, sia sulle Bf, che sulle Af.

In fase di sperimentazione al Cptv di Torino un nuovo sistema di registrazione, di cui ci parla Paolo Garrone, Tecnico Controllo Video.

Paolo Garrone: In questo momento il centro di produzione di Torino ha dodici unità di registrazione della Cinegy, che possono ricevere segnali diversi e registrare in contemporanea, Cinegy è una marca che customizza prodotti di For_A, che produce hardware a basso costo con un grado di affidabilità molto forte.

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IntegrationMag: di cosa si tratta?
Paolo Garrone: sono delle unità di trasformazione di segnale video embeddato, che possono contenere fino a otto tracce audio stereo o sedici tracce mono, indipendenti l’una dall’altra.
Le tracce vengono trasformate in formato MXF con codec Op1A, il codec di riferimento della Avid, ciò rende il segnale che hai registrato immediatamente disponibile al montaggio, perché non hai i tempi di acquisizione che sarebbero necessari con altri formati. Questo si può fare chiaramente anche con altre macchine, come Xdcam, che però registrano su supporti come dischi ottici o hard disk SSD. Questo sitema ti consente di registrare su una postazione lontana, dove tu puoi avere sistemi di condizionamento, puoi avere grandi quantità di storage, e quindi possibilità di immagazzinare grandi quantità di dati, che si rendono disponibili immediatamente tramite rete, quindi teoricamente mentre registri puoi già incominciare a montare.

IntegrationMag: tutto si appoggia sulla rete.
Paolo Garrone: chiaramente questo al momento interessa solo il centro di produzione di Torino, ma un domani potrebbe avere una diffusione diversa, una nuvoletta di file a disposizione.
I problemi più grossi, oltre alla fase di sperimentazione, sono legati alla privacy, ai permessi di utilizzo dei file, al pericolo di intasare la rete, visto che i file non sono piccolissimi.
Ma questo è un aspetto che verrà poi accertato e gestito in altri livelli.

IntegrationMag: un sistema remoto di controllo è disponibile per la registrazione.
Paolo Garrone: in questo momento c’è una situazione un pò strana, abbiamo nelle regie una persona in più che sta qui a controllare se la macchina funziona o non funziona, un domani, che dovrebbe essere già a settembre, dovrebbe esserci la possibilità di avere un remoto del remoto, un pulsantone da dare al mixer per far partire e stoppare tutte le macchine in contemporanea. Quello che manca al momento è la possibilità di avere una visualizzazione se la macchina sta effettivamente registrando.

IntegrationMag: come si comporta il sistema?
Paolo Garrone: rispetto alle release di qualche mese fa il test per adesso è abbastanza positivo, la macchina è diventata molto più stabile, problemi di mancanza di registrazione non ci sono più stati.

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IntegrationMag: mandiamo definitivamente in panchina i supporti fisici?
Paolo Garrone: sicuramente una innovazione abbastanza grossa dal punto di vista concettuale rispetto alla cassetta fisica, ci saranno un pò di problemi dal punto di vista della trasparenza per chi utilizza questi mezzi, chi opera con queste tecnologie è tranquillo solo se c’è un certo grado di sicurezza.

L’ultimo banco analogico prodotto da Studerserie 900, la serie storica, un sistema modulare con 32 canali mono e altri ingressi modulari componibili, è installato nella regia audio del Tv1 di Torino, a parlarcene è Giancarlo Biolatti.

IntegrationMag: un banco datato ma sempre funzionale, quando dovete fare anche del musicale come fate?
Giancarlo Biolatti: per quando si rende necessario sonorizzare in studio un gruppo musicale abbiamo, in aggiunta allo Studer, abbiamo uno Yamaha 02-96V, più che sufficiente.

IntegrationMag: mi dicevi prima che utilizzate un modo di lavorare leggermente diverso rispetto agli standard in uso per la sonorizzazione dello studio.
Giancarlo Biolatti: in altri studi usano fare diffusione in sala con un mixer dedicato, in questo modo lavorano sicuramente bene per le persone presenti, ma una trasmissione è fatta per l’audience televisivo.
Qui a Torino non abbiamo mai fatto diffusione di sala, c’è una regola che si chiama “gerarchizzazione” che non consente l’uso dello stesso microfono per il canto e per il parlato.
Nelle dirette se non vuoi sporcature di rientri, che vanno a disturbare l’ emissione, devi sapere tu che microfoni aprire, un microfono sai che va lì e quando abbassi il master lo levi dalla messa in onda, in modo che non scappino larsen o altri disturbi.

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IntegrationMag: una garanzia per un buon ascolto.
Giancarlo Biolatti: tieni presente che se senti a casa un suono bello, pulito, è fatto in questo modo, se senti quegli aloni tipici delle trasmissioni di oggi è perché non usano il nostro sistema, attenzione, non è che si sente male, ma non è ottimizzato, la lavorazione del suono non punta all’ascolto televisivo ma predilige l’ascolto in studio, ed invece bisognerebbe fare il contrario, sono sicuramente di più le persone a casa.

IntegrationMag: e i musicisti come si trovano?
Giancarlo Biolatti: ovviamente la diffusione di monitoraggio per i musicisti sarà perfetta, loro sentiranno benissimo, mentre invece l’apertura e la chiusura dei microfoni ha ovviamente un buon risultato solo se lo fai da un unico banco.
Per quanto sìano bravi, i fonici di studio hanno sempre la tendenza a tenere i volumi troppo alti, e questo disturba la ripresa per la messa in onda. Gerarchizzando i controlli per l’ascolto, io, da qui, controllo e prediligo la messa in onda, tenendo sotto controllo i volumi dello studio.

Un ringraziamento a Guido Balzola, Dir.di Produzione, che ci ha concesso di fare questo articolo e a Stefano Ughetti per l’immagine di copertina.

di Alberto Maria Trabucco
ZioGiorgio – IntegrationMag team

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