Super Quark al CPTV di Torino – Le luci

Entrando al CPTV di Torino, in Via Verdi, la prima cosa che si incontra è il piccolo museo della Radio e della Televisione allestito nel centro, telecamere d’altri tempi, radio a galena, microfoni e televisori di un epoca oggi molto distante dal nostro immaginario moderno collettivo, eppure sono tecnologie che risalgono solo a poche decine di anni fa.

Nell’era del wireless ci confrontiamo con la produzione di una trasmissione di divulgazione scientifica, Super Quark, condotta da Piero Angela, nello studio per le riprese interne della trasmissione.

Lo studio è un piccolo gioiello, disegnato da Emanuela Trixie Zitowsky, la scenografa che già abbiamo incontrato a Sanremo 2014. Ritroviamo in questa ambientazione una pulizia ed una perfezione nella realizzazione di particolari perfettamente adeguati tra loro.

Due ambienti, separati da una grande libreria, a sinistra un panorama circonda la essenziale cupola lignea di grande impatto visivo; a fianco di essa Trixie ha ricreato il luogo di studi di Piero Angela, scrivania, tappeti, poltrone e caminetto, con fuoco finto e immagini ad alta definizione videoproiettate sulle pareti di fondo.

Una porta scorrevole apre all’ambiente scientifico, il luogo degli esperimenti, un grande tavolo da laboratorio ed una libreria riccamente arredata, con originali strumenti e attrezzature scientifiche in prestito dall’Astut, l’Archivio Scientifico Tecnologico dell’ Università di Torino. Non manca naturalmente la tecnologia, otto videoproiettori per le immagini sui fondali, due maxi schermi ed un grande ledwall sul fondo dello studio.

Tutto questo accade al Teatro Tv1 del centro di produzione Rai, dove incontriamo Franco Rondana, il direttore della fotografia incaricato per l’illuminazione delle riprese.

IntegrationMag: la mia curiosità innanzitutto è sapere se il nostro per te è ancora un mestiere o un lavoro.
Franco Randana: è sicuramente un mestiere, nel senso che è qualcosa che implica interesse, piacere e creatività.

IntegrationMag: fai il tuo mestiere in uno studio molto particolare.
Franco Randana: il TV1 di Torino è stato in passato, per molti anni, uno dei più grandi studi televisivi d’ Europa, ed è attrezzato con un sistema di “graticcia” costruita trenta anni fa e progettata da “Mole & Richardson”.
Realizzata completamente in sospensione, forse per evitare vibrazioni, è posizionata a 10 metri di altezza dal piano di lavoro.
L’ area è divisa in 18 settori longitudinali e 36 trasversali, una matrice con uno schema tipo battaglia navale, con riferimenti a lettere e numeri per individuare le zone della superficie. Un sistema di binari orizzontali di scorrimento consente lo spostamento degli apparecchi per l’illuminazione, che sono installati su pantografi con tubi a sospensione dotati di un sistema ad aria compressa per la salita e la discesa. Ciò consente sia la regolazione in altezza che il posizionamento di ogni singolo proiettore, operando da sopra, senza scale o elevatori. Il teatro è poi dotato di una cabina dimmer fissa con 200 canali da 5 Kw, 5 canali da 10Kw e una distribuzione delle linee elettriche molto efficiente.

IntegrationMag: tanta acqua è passata sotto a questo ponte.
Franco Randana: in questo studio sono stati realizzati in passato tanti sceneggiati, ricordo uno dei miei primi lavori qui come operatore, quando venivo a spiare il lavoro dei miei colleghi durante le riprese di una commedia teatrale con Carmelo Bene.
In tempi più recenti lo studio è stato impegnato nella realizzazione di trasmissioni come Voyager, Passaggio a Nord-ovest e l’Alberoo Azzurro.

IntegrationMag: lavori, pardon fai questo mestiere da molti anni.
Franco Randana: mi sono diplomato alla scuola di fotografia Bodoni di Torino, dopo un inizio come operatore il mio primo impegno ufficiale come direttore della fotografia è stato nel 1998, quando è nata la Melevisione, ho seguito quel programma per sei anni. Da anni il Cptv di Torino è impegnato nella realizzazione di trasmissioni per il pubblico giovane, trasmissioni per bambini, sceneggiati, e divulgazione scientifica, oltre naturalmente agli studi impegnati per la realizzazione dei servizi giornalistici e per la terza rete.

IntegrationMag: cosa hai preparato per la realizzazione delle luci di Super Quark?
Franco Randana: per Super Quark, che ha un contorno scenografico nero, ho posizionato a terra delle barre led, ideali per colorare il tessuto fino ad una altezza di un metro e mezzo, dall’alto ho utilizzato dei proiettori wash motorizzati a led.
Nello studio di Super Quark realizziamo con stile di ripresa cinematografica gli interventi in studio, gli approfondimenti e i lanci dei servizi che vanno in onda durante la puntata. Un lavoro di ripresa video impostato come un set cinematografico, questo mi consente di lavorare sulla immagine fotografica delle riprese, sul posizionamento delle luci sui fondi e sul pavimento, con un continuo aggiustamento e perfezionamento della immagine ripresa.

Franco Randano e lo staff Luci

IntegrationMag: per i primi piani di Piero Angela come hai operato?
Franco Randana: per l’illuminazione di Piero Angela e dei suoi eventuali ospiti ho preferito utilizzare luci morbide, con proiettori tradizionali ad incandescenza con lente fresnell. Ho fatto questa scelta anche e soprattutto perché se avessi utilizzato sagomatori avrei reso più difficile il lavoro di posizionamento e puntamento delle luci. Con i fresnell modifichiamo ed aggiustiamo i puntamenti per la ripresa utilizzando le canne telescopiche, un metodo antico ma ancora oggi rapido ed efficace.

IntegrationMag: e poi hai scelto di illuminare con luce fredda!
Franco Randana: tutte le luci sono convertite con gelatina a 5600°K, ho scelto questa impostazione di colorimetria per favorire la ripresa della parti scenografiche che sono videoproiettate.
Ci sono quattro videoproiettori che illuminano il grande ciclorama che contiene la cupola scenografica, altri quattro proiettano un campo scenografico adiacente dietro al colonnato. Un campo di ripresa ampio che con la taratura a 5600°K mi consente di lavorare con una ottima resa cromatica, senza alterare la luminosità dei videoproiettori che hanno una lampada a scarica, quindi tipicamente fredda.

IntegrationMag: ti ha mai stancato il tuo mestiere?
Franco Randana: a volte penso che mi piacerebbe smettere ed andare in pensione, invece continuo a fare questo lavoro che mi piace molto, anche se come dipendente non ho la possibilità di scegliere i lavori che mi piacerebbe fare, ma questo mi da comunque molte soddisfazioni.

IntegrationMag: un tandem di lavoro affiatato, e questo si vede dai risultati, con chi dividi le tue impegnative giornate di lavoro?
Franco Randana: i miei collaboratori sono Paolo Rinaldi, il capo elettricista, in realtà è lui che fa le luci, non io, Massimo Sasso alla consolle effetti, Enrico Marino, che è il fondamentale elettricista responsabile dello studio, che segue lo sviluppo dell’impianto, la movimentazione e il puntamento delle luci tradizionali, e naturalmente Angelo Punzi, il tecnico del controllo video.

IntegrationMag: visto che dici che è Paolo Rinaldi che fa le luci, allora devo parlare un po’ con lui.  Quali sono le dotazioni effettive dello studio?
Paolo Rinaldi: gli studi principali qui al Cptv di Torino sono quattro, più uno adibito ai servizi regionali e poi naturalmente l’auditorium qui di fronte, dove normalmente suona l’orchestra della Rai, e che viene utilizzato anche in alcune occasioni come teatro. Due studi attrezzati nello stesso modo, con lo stesso grigliato, gl stessi pantografi e lo stesso tipo di cablaggio, sono il Tv1 e il Tv2, gli altri studi, tra cui il Tv6 e il Tv7, hanno strutture più tradizionali in tubi innocenti, che rendono necessario per il mantaggio delle luci l’utilizzo di strumenti di sollevamento da terra.

IntegrationMag: in quale di questi è più comodo lavorare?
Paolo Rinaldi: ovviamente è più agevole lavorare con il Mole&Richardson, che rende più facili le manovre di allestimento, soprattutto consente di spostare i proiettori anche dopo averli piazzati, senza andare in altezza con scale o muletti, utilizzando il sistema di scorrimento sui binari.

La graticcia Mole & Richardson

IntegrationMag: quante persone siete a gestire tutte le situazioni?
Paolo Rinaldi: considerando che possono lavorare anche quattro studi contemporaneamente, per ogni studio siamo impiegati normalmente in tre persone, un capo elettricista che fa sempre la consolle delle luci bianche, un consollista alla consolle degli effetti motorizzati ed un tecnico per l’assistenza in studio. Quindi normalmente una dozzina di persone, siamo una squadra snella, a volte un pò stretta, con ovviamente il supporto di personale esterno quando serve, soprattutto durante gli allestimenti, che curiamo personalmente.
Dalle ditte riceviamo il materiale a noleggio, l’assistenza solo se richiesta dal direttore della fotografia per l’eventuale installazione di strutture per gli appendimenti. Per tutto il resto, montaggio, cablaggio, puntamenti e assistenza, siamo completamente autonomi.

IntegrationMag: che console usate?
Paolo Rinaldi: utilizziamo, come da standard Rai, esclusivamente console Compulite, un tempo si lavorava con la Sabre, oggi siamo passati alla serie Vector. I nostri studi sono dotati di Vector Violet, che integriamo con consolle più grandi, come per Super Quark dove usiamo una Red, quando necessita un numero superiore di uscite Dmx. Per le luci bianche utilizziamo da molti anni la Spark 4D.

Regia luci

IntegrationMag: Massimo Sasso è il consollista effetti luce; che impianto hai montato?
Massimo Sasso: per la produzione di Super Quark la necessità di illuminare una ampia superficie di scenografia, in modo diverso a seconda del momento e dell’angolo di ripresa, ha reso necessario il montaggio di 50 barre Led Evolight, di 25 Robin Wash 1200 e di Jack Dts.
Per avere il massimo delle regolazioni possibili ho utilizzato i proiettori con le fixture espanse a 16bit, perciò si è reso necessario fare arrivare una consolle più grande, con otto uscite Dmx, per soddisfare le esigenze dell’impianto e non avere limitazioni di utilizzo.

IntegrationMag: ti piace lavorare sulle consolle?
Massimo Sasso: è una passione utilizzare la consolle luci effetti,

Sono otto i videoproiettori installati nello studio di Super Quark, quattro 20K Roadstar con montaggio in Stack, per la proiezione sul grande emisfero, e quattro 8K. Oltre a questi sono installati un televisore da 103″, che domina lo spazio scenografico dedicato agli esperimenti scientifici, un Led passo 6 mm utilizzato come fondale scenografico, un televisore 42 pollici sul fondo del caminetto ed un Led passo 10 mm calpestabile.
Tutte le fonti di immagini vengono utilizzate a supporto del racconto scientifico, e sono fondamentali nella ripresa delle parti in studio della trasmissione. Il media server è un Catalyst, in configurazione otto uscite, con due Datapath X4, e Road Hog 4 per la gestione delle programmazioni.

Super Quark_ Catalyst

Per una trasmissione come Super Quark non si può pensare ad una programmazione seriale, la regia richiede cambi di inquadratura continui per la realizzazione delle riprese. Per lo più si tratta di lanci, o interviste, che vengono realizzate con stile cinematografico, quindi il set è sempre in continua trasformazione. Esattamente come hanno fatto le luci, che si sono adeguate continuamente ai vari campi di inquadratura, così ho dovuto fare io, partecipando alle riprese con una programmazione continua giornaliera, con tarature colorimetriche e di luminosità, con sequenze di cue sempre differenti.
Un lavoro interessante con una impostazione di lavoro che non avevo mai sperimentato, abituato oramai da anni a lavori seriali o di sola effettistica scenografica.

Un ringraziamento a Guido Balzola, Dir.di Produzione, che ci ha concesso di fare questo articolo e a Stefano Ughetti per l’immagine di copertina.

Alberto Maria Trabucco
ZioGiorgio – IntegrationMag team

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