Speciale Giudizio Universale | L’evento e le tecnologie video e lighting installate

Esperienza immersiva” è forse una delle terminologie che, come per “mapping”, “audio 3D” e tante altre definizioni, saranno probabilmente presto sulla bocca di tutti, talvolta utilizzate in modo inappropriato e per questo motivo inflazionate. Proprio di recente mi è capitato di vedere un manifesto pubblicitario di una festa di paese in cui si spacciava per “immersivo” una proiezione di slideshow su 2 palazzi intorno ad una piazza!

Foto di Luca Parisse

Per mantenere “sana” la tipologia di installazione è quindi necessario avere dei riferimenti che meglio esprimono il significato di uno show, e uno di questi non può che essere l’esperienza di “Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel”, lo spettacolo prodotto da Artainment Worldwide Shows con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, in scena presso l’Auditorium Conciliazione di Roma.

Abbiamo avuto l’opportunità di seguire una presentazione riservata alla stampa di settore in cui è stato possibile osservare da vicino il contributo delle tecnologie messe a disposizione dalle aziende PanasonicClaypakyBose Riedel (quest’ultima durante un secondo incontro dedicato), le quali ci hanno dato la possibilità di capire nel dettaglio concept, realizzazione e tecnologie di uno show a nostro avviso ben pensato e di altissima qualità, capace di far parlare di sé a livello internazionale.

Protagonista assoluta è la Cappella Sistina, uno dei luoghi più incredibili della storia dell’arte mondiale è al centro di uno spettacolo che nasce dalla contaminazione di tante e diverse forme artistiche: da un lato l’azione fisica della performance teatrale incontra la magia immateriale degli effetti speciali, dall’altro la tecnologia più avanzata si mette al servizio di un racconto per parole e immagini mai visto prima. L’immersività di proiezioni a 270° porta lo spettatore al centro stesso dell’evento.

Lo show, ideato da Marco Balich mette insieme alcuni dei più grandi talenti internazionali del mondo della musica, del teatro, del video per offrire al pubblico un viaggio sensoriale unico, frutto di un mix di tutti i linguaggi che il mondo del live entertainment ci mette oggi a disposizione.

Giudizio Universale ha una durata di 60 minuti, durante i quali gli spettatori assistono al racconto della nascita del capolavoro del Buonarroti, dalla commissione da parte di Giulio II degli affreschi della volta fino alla realizzazione del Giudizio Universale, con una rievocazione della Cappella Sistina come luogo dell’elezione pontificia.

Attraverso il racconto di Michelangelo si animano gli affreschi che rendono ancora più unico il luogo di uno dei riti più affascinanti e misteriosi della spiritualità: il Conclave. Concepito per divenire una produzione stabile, lo spettacolo, nella doppia versione italiana e inglese – con una previsione di vendita che si aggira sui 460.000 biglietti l’anno – si configura come un evento imperdibile, un must-see per i milioni di visitatori italiani e internazionali che ogni anno scelgono Roma come meta del loro viaggio nel Paese della bellezza. Un appuntamento per tutti gli amanti dell’arte ma anche per le scuole.

Foto di Luca Parisse

Proprio Marco Balich, in un suo intervento registrato in cui ha raccontato la genesi dello show, ha affermato che Giudizio Universale, con i suoi 102.000 biglietti venduti in poco tempo, resterà in scena a lungo divenendo di fatto il primo spettacolo stabile in Italia. L’esperienza, complemento ideale alla visita della Cappella Sistina, è in grado di proiettare il pubblico in diversi luoghi come all’interno di Piazza S. Pietro durante l’elezione del papa o nella cappella stessa durante la sua realizzazione.

Cominciamo quindi con la descrizione degli aspetti tecnici dello show Giudizio Universale analizzando gli aspetti visivi di questa particolare produzione, caratterizzata da un utilizzo innovativo e spettacolare di video e luci, che consentono di catapultare gli spettatori all’interno di diversi scenari, da Piazza S.Pietro durante l’elezione del papa fino all’interno della cappella Sistina.

Foto di Antonello&Montesi

Le videoproiezioni Panasonic

Panasonic, partner tecnico dello show, ha messo in campo 30 proiettori laser Full HD della gamma ad alta luminosità che hanno letteralmente ricoperto l’interno dell’Auditorium, su una copertura a volta realizzata appositamente per dare origine ad una superficie omogenea capace di restituire una perfetta geometria alle immagini proiettate. Come abbiamo descritto nel precedente articolo, l’audio era nascosto dietro alla superficie di proiezione, mentre per le luci sono state dedicate due feritoie lungo i lati della sala.

Come spiega Michael Pullan, European PR Manager di Panasonic, il passaggio dalla classica sorgente ad incandescenza al laser ha consentito lo sviluppo in nuovi mercati come l’entertainment, migliorando di fatto l’affidabilità dei prodotti, riducendo gli interventi di manutenzione e, soprattutto negli utilizzi intensivi come tour o festival, eliminando totalmente le problematiche derivate dalla fragilità delle sorgenti a bulbo. I primi esempi che hanno visto come protagonisti i proiettori a laser Panasonic sono stati il mapping 3D realizzato nel 2012 in occasione del Festival della Luce di Berlino, fino alla realizzazione del più grande progetto di mapping a Mosca entrato nel Guinness World Record.

Daniele Parazzoli, AD di Event Management, azienda che ha curato l’installazione, ha spiegato nel dettaglio l’utilizzo delle tecnologie Panasonic all’interno di Giudizio Universale. I 30 proiettori a tecnologia laser Solid Shine sviluppano 400 lumen per mq e sono suddivisi in 18 PT-RZ31K da 31.000 lumen, 10 PT-RZ21K da 20.000 lumen (quattro dei quali con ottica ultra corta a specchio ET-D75LE95) e 2 PT-RZ12K da 12.000 lumen.

Nello specifico le proiezioni sulla volta frontale, scomposta in tre settori, sono realizzate con 8 PT-RZ31K da 31.000 lumen, mentre per le parti laterali e il soffitto a volta sono presenti altri 10 proiettori PTRZ31K da 31.000 lumen e 6 PT-RZ21K da 20.000 lumen, installati nei “vomitorium”. Infine 4 PT-RZ21K da 20.000 lumen e 2 PT-RZ12K da 12.000 lumen sono dedicati per gli effetti di video mapping sul David e sullo schermo posizionato a metà palco.

Molte le innovazioni presenti in questa installazione, a partire dall’utilizzo della lente Ultra Short Throw compatibile con tutti i proiettori 3chip DLP, con un rapporto di proiezione con risoluzione WUXGA 0.36:1 e un lens shift orizzontale ± 12% e verticale del 12%. L’utilizzo del laser ha permesso – oltre alla drastica diminuzione degli interventi di manutenzione – di puntare i diversi proiettori verso gli spazi di proiezione senza preoccuparsi del surriscaldamento della sorgente. Azione consentita soprattutto grazie alle varie possibilità di rigging di cui i proiettori Panasonic sono dotati. Inoltre, come ci ha raccontato Parazzoli, durante la fase di setup i proiettori sono rimasti accesi quasi ininterrottamente per 10 giorni senza alcun problema.

Notevole anche la capacità di gestire il contrasto in modo dinamico e soprattutto di sincronizzarlo tra i diversi proiettori, tramite una apposita funzione di Auto-Sync che consente di ottenere un’immagine omogenea per quanto riguarda colori e luminosità, lungo tutte le superfici proiettate.

Ultimo aspetto, ma non meno importante, è la possibilità di trasmettere segnali e accensioni su uno stesso cavo CAT5e/6 sfruttando lo standard HDBaseT su hardware di terze parti, che di fatto ha permesso di distribuire le varie informazioni su distanze fino a 150 metri mantenendo la risoluzione di 1080/60p.

Notevoli infine le varie risoluzioni ottenute con l’utilizzo di 30 proiettori, con un vero e proprio 21k 5096×4167 sulla cupola, 4167×1678 sui lati, 4337×2203 sul proscenio e rispettivamente 3000×1673, 2500×1167 e 2560×1408 sui tre livelli di schermi posizionati sul palco di cui l’ultimo realizzato con una superficie LEDWall.

Le Luci di Claypaky e ADB

Per Giudizio Universale Claypaky ha messo in campo le proprie tecnologie e quelle messe a disposizione da ADB, oltre a due professionisti di caratura internazionale, Bruno Poet e Rob Halliday. I risultati principali di questa integrazione sono la realizzazione di effetti a mezz’aria che danno una ulteriore “spinta” all’effetto immersivo 3D e una illuminazione teatrale di alta qualità dato dai proiettori profile e wash statici ADB e dai K-Eye HCR di Claypaky impiegati principalmente sul palco.

Halliday e Poet hanno realizzato un progetto di illuminazione ricco di colori e con contrasti elevati, così da evocare lo stile e il mood tipico di Michelangelo. Il risultato è un contrasto piacevole di luci e ombre, con un utilizzo drammatico di quest’ultime e un posizionamento e puntamento delle luci studiato per mascherare i principali effetti, aumentando di fatto l’effetto “wow” durante tutto lo show.

Per gli amanti degli elenchi e dei numeri, sono presenti 29 Shar Bar e 11 Show Batten impiegati rispettivamente come backlights/toplights e per gli effetti uplight dalla griglia posizionata sul proscenio, 18 K-Eye HCR come luce base e di taglio sempre sul palco, 47 Axcor Beam 300 posizionati lungo due feritoie che attraversano i lati della sala, sul lato frontale del palco e nelle “buche” tra il pubblico dove sono posizionati anche i proiettori Panasonic, 51 Scenius Unico suddivisi tra il palco e le feritoie laterali della sala e 4 Stormy per la simulazione di fulmini e saette.
ADB è presente invece con 19 profile Warp, 27 flood Odeon e una “palla di fuoco” da 4.5 metri di diametro realizzata con 50 Svoboda e controllata, insieme alle altre fixture convenzionali, da un dimmer Eurodim Twintech, in grado di gestire 26 canali da 5Kw e 46 da 2.3 Kw.

Particolare del sistema Slovoda attraversata da una sorgente laser

Gli Scenius Unico sono stati scelti dai due LD per la loro intensità e l’estrema flessibilità, oltre che per il particolare frost molto leggero e la possibilità di dare origine a fasci stretti ed estremamente luminosi. Gli Axcor 300 Beam, dotati di un sistema di fade morbido, preciso e per questo molto apprezzato, generano effetti con beam stretti e potenti per mezzo dalla sorgente LED che ha permesso inoltre di ridurre notevolmente i consumi. Altra particolarità, come ha spiegato Pio Nahum durante la presentazione, è che tutte le fixture luci presenti sul palco non toccano mai terra, dando l’illusione di vedere gli attori fluttuare nel vuoto.

Chiudono il setup cinque fixture laser Kvant Atom (una da 15W Pure Diode e 4 da 9W HPS) dotati di scanner set Cambridge CT 6215, con un sistema di controllo Beyond di Pangolin e forniti da Laser Entertainment. L’utilizzo dei laser è estremamente efficace preferendo un utilizzo non convenzionale – senza colori saturi o forme geometriche – ma più “organico”, ben integrato con l’illuminazione.

L’intero parco luci è infine gestito da una console ETC Gio, con una IonXE di backup, nodi DMX/RDM Net3 sempre di ETC e gateway di rete ShowControl tutti sotto protocollo sACN. Luci, Laser, Video e Audio funzionano con un unico Timecode.

Inutile dire che lo show è realmente qualcosa di unico che merita di essere visto. Un condensato di tecnologie e professionalità di livello in una produzione che diverrà probabilmente stabile e che in alcuni momenti ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta, non tanto per le capacità dei singoli prodotti di dare vita ad effetti particolari, ma per l’utilizzo d’insieme semplice, preciso, organico e quasi naturale che ci ha realmente dato l’impressione di viaggiare nel tempo trovandoci di volta in volta presenti e coinvolti in un determinato scenario.

Walter Lutzu
IntegrationMag – ZioGiorgio team
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