Speciale Giudizio Universale | L’audio e i sistemi intercom

Il sistema di amplificazione

Continuiamo il nostro viaggio tra le tecnologie presenti all’interno dello show Giudizio Universale (qui la prima parte) con Bose Professional, che ha fornito il sistema di amplificazione multicanale su misura dell’intera sala, configurato e messo a punto dall’installatore Auris Populi.

A differenza di un qualsiasi evento musicale dove il pubblico segue lo show rivolto verso il palco, nel caso di Giudizio Universale si trova totalmente immerso nell’esperienza artistica, perché tutta la volta superiore e lo spazio attorno al palcoscenico sono coperti da proiezioni che richiamano, in quattro atti, la storia della Cappella Sistina. Ad affiancare il lato visual serviva un impianto audio in grado di coinvolgere il pubblico, trasformato in parte integrante del viaggio tridimensionale.

Hans Vereecken – Sales Manager EMEA

Dopo una breve introduzione a cura di Hans Vereecken – Sales Manager di Bose – con una rapida panoramica sulle tecnologie messe in gioco e la testimonianza dell’impegno di Bose per questo particolare progetto, Marco Itta di Auris Populi, ha eseguito un’analisi approfondita a cominciare dai quattro parametri fondamentali che l’installazione doveva rispettare: l’omogeneità totale del suono, riprodurre una sensazione immersiva, utilizzare un numero ridotto di speaker e ottenere un’immagine sonora di alta qualità.

Particolarità del setup è l’utilizzo combinato dei due sistemi di punta di Bose, RoomMatch e ShowMatch, utilizzati rispettivamente per fornire un suono di Surround e Over-Head dettagliato e per dare quell’impatto sonoro tipico delle applicazioni frontali.

Per il surround sono stati impiegati 14 RMU208 L+R e 4 alle spalle del pubblico. In questo caso la tecnologia DeltaQ di Bose ha permesso di ottenere un’immagine e una direzionalità ottimale su tutta l’area con un numero ridotto di moduli. Lo speaker dalle dimensioni compatte include un driver a compressione Bose EMB2 con bobina da 2″, per garantire una risposta sulle frequenze medio/alte comparabile con quella dei moduli full-range. Il driver EMB2 include un rifasatore brevettato che diminuisce la distorsione e consente l’utilizzo di una frequenza di crossover più bassa, così da migliorare il range vocale. Un doppio woofer Bose LF8 da 8″ completano la banda fino a 80 Hz, mentre una tromba a direttività costante (90° x 60°) garantisce una copertura ampia ed uniforme, anche grazie alla possibilità di essere ruotata di 90°.

Il sistema main L-C-R è invece composto da 6 SM5 e 2 SMSub per lato, con il down-fill centrale formato da 2 moduli SM10 20, e front-fill con 6 RMU 208 e 6 SM Sub. Gli ShowMatch DeltaQ SM5, SM10 e SM20 sono moduli array due vie full-range (59 – 18,000 Hz ) con copertura verticale rispettivamente pari a 5°, 10° e 20° e una guida d’onda con range orizzontale modificabile a 70° o 100°.

Altro aspetto cruciale per un suono immersivo di qualità è rappresentato dalle sezioni Over Head e dalla gestione del Delay. Nel primo caso, i progettisti hanno specificato 8 moduli RM 120-40 con dispersione 120° x 80°, mentre per il ritardo sono stati utilizzati 2 sistemi RM 120-60. Chiudono il setup gli amplificatori di potenza PM 8500 N e il rack finali composto da 2 Yamaha SWP1-8, un Bose ESP1240, 3 Bose Power. I sistemi RM e RMU sono gestiti da amplificatori PowerMatch/ESP, mentre gli SM sono amplificati da 4 Powersoft X8/D.

Per il team di Auris Populi, “Giudizio Universale” si è dimostrata una sfida interessante e senza precedenti con un totale di circa 4 km di cablaggi tra power e segnali e che ha richiesto alcune attenzioni particolari soprattutto per quanto riguarda il rigging, dove si è proceduto con una vera e propria customizzazione degli appendimenti definita dallo stesso Marco Itta “creativa”, visti gli spazi limitati e la necessità di nascondere le sorgenti audio sopra l’enorme volta, per lasciare spazio alle proiezioni.

l’architettura del sistema Bose

Il risultato è pressoché ottimale, con un tuning ben calibrato, una intelligibilità ottima da ogni punto della sala e un’esperienza di ascolto piacevole che si integra perfettamente con le proiezioni e rende bene il concetto di immersività

Gestione Intercom

Sempre in tema audio passiamo ora alla gestione delle comunicazioni, garantite dal sistema Riedel tramite una master station Artist 32, con due nodi e due antenne per 16 bodypack Bolero. Durante l’allestimento sono state usate anche una parte di comunicazioni a cavo, per la presenza della troupe di autori, regia e produzione durante le prove. La master station per 16 unità è dotata di due antenne posizionate in regia che garantiscono la copertura di tutto il teatro, mentre una terza antenna è posizionata nel foyer per le comunicazioni con il resto del teatro. Una voce registrata detta “Show Call” fornisce le chiamate che organizzano i tecnici durante lo spettacolo e detta i tempi per le movimentazioni, anche se durante i movimenti c’è sempre comunque una comunicazione interattiva di conferma delle chiamate, in tempo reale. Le voci degli attori sono tutte registrate, e tutti i tempi sono controllati da un time code.

Per un evento come questo è fondamentale, così come lo è per ogni manifestazione dal vivo, garantire la comunicazioni tra gli addetti allo show, in particolare quando sono previste movimentazioni di scena che sono parte integrante dello spettacolo. In questi casi nulla può essere lasciato al caso, per preservare il buon funzionamento dello spettacolo e gestire in sicurezza l’incolumità delle persone coinvolte.

Serkan Guner, responsabile marketing di Riedel e per l’occasione nostro anfitrione ci fa un simpatico esempio: “immaginate Sebastian Vettel sulla sua formula uno, che arrivato in fondo al rettilineo non riceve dal suo ingegnere una importante comunicazione sullo stato della pista e sulla temperatura dei freni. L’affidabilità della vettura e la sicurezza del pilota, per una semplice assenza di comunicazioni, possono così essere in pericolo.”

Il sistema di comunicazione di Riedel garantisce la ridondanza dei segnali e l’interconnessione senza rischi di copertura del segnale delle utenze coinvolte per lo show, equipaggiate con i body pack della serie “Bolero” che rappresentano il modello di punta della produzione di sistemi di interconnessione wireless della casa tedesca.

Viste le tecnologie messe in campo fino ad ora sul versante audio, “Giudizio Universale” si è dimostrata una produzione che da subito ha puntato alla qualità dei materiali e alla elevata professionalità dei professionisti, quasi senza badare a spese. Una prima produzione stabile made in Italy che sin dalla fase di ideazione e progettazione ha guardato oltre i confini nazionali, con un successo che è già sotto gli occhi di tutti.

Walter Lutzu
IntegrationMag – ZioGiorgio team
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