Soluzioni oltre i prodotti, la visione di Sony al roadshow sulla collaboration AV

IntegrationMag ha partecipato all’evento “Le Soluzioni di collaborazione Audio Video secondo Sony” il 19 ottobre 2017 che si è tenuto nella meravigliosa Sala del Cenacolo del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Lì, oltre alle amichevoli e familiari referenze italiane dell’azienda giapponese, Maxime Lemoine, Account e Trade Marketing Manager South Europe di Sony, ci ha pazientemente guidato in un percorso tecnologico che descriveva una strategia di prodotto, comunicazione e di mercato “solution oriented”.

Il proposito generale di questo evento Sony era infatti quello di rimarcare la volontà di promuovere sul mercato non più singoli prodotti o tecnologie “fini a se stesse” – per quanto possano esserlo – ma spiegare ai professionisti e aziende della system integration e dell’installazione audiovisuale la capacità della casa giapponese di offrire soluzioni a tutto tondo e complete, ma anche – in un certo qual modo e misura – customizzabili.

Maxime Lemoine, Account e Trade Marketing Manager South Europe di Sony

La prima soluzione “a tutto tondo” che Maxime Lemoine ci ha presentato è stato il sistema TEOS Manage. TEOS Manage consente di gestire a 360° qualsiasi contenuto multimediale, schedularlo, controllarlo e distribuirlo su più display in maniera organica e centralizzata sia all’interno di una rete locale che all’esterno, andando a coprire le necessità di gestione dei contenuti su grandi superfici, sedi secondarie o periferiche o anche aree urbane o plessi aziendali di grandissime dimensioni. Il sistema inoltre consente di monitorare e fare i check operativi di tutti i device connessi per verificare l’integrità e l’efficienza totale dell’ecosistema installato e individuando immediatamente da remoto i device che presentano problemi. Le funzionalità di calendarizzazione consentono di gestire meeting room, sale conferenze e qualsiasi ambiente aziendale interagendo con il sistema di room scheduling centralizzato, mostrando gli eventi a calendario per ogni sala. Analogamente le programmazioni di digital signage distribuito gestibili attraverso TEOS Manage possono essere pianificate e create attraverso il software in maniera efficiente e unificata.

Il software presente un’interfaccia semplice ed intuitiva e addirittura permette di controllare i device connessi in maniera naturale e ancora più intuitiva attraverso un Virtual Remote (telecomando virtuale).

Oltre alla possibilità di caricare e distribuire contenuti, un particolare assolutamente non di poco conto è la capacità del sistema di creare i contenuti per gli impieghi come gestione digital signage. Anche in questo caso il fattore “user friendliness” è determinante.

“Se sei capace di usare Powerpoint allora sei capace di usare TEOS Manage e di creare contenuti di alta qualità ed impatto”, ci conferma Maxime Lemoine. “Con altrettanta semplicità, una volta creati i contenuti, l’operatore può agilmente distribuire i contenuti e calendarizzarli. Inoltre i contenuti possono essere inviati a tutti i device, a gruppi di dispositivi o uno per uno a seconda delle necessità dell’ecosistema installato” conclude Lemoine.

Per ciò che riguarda l’amministrazione del software stesso, TEOS Manage consente di impostare gerarchie di privilegi d’accesso e funzionali, permettendo di inibire o consentire operazioni a qualsiasi livello utente o gruppi di utenti, che siano gli operatori e tecnici IT o che siano relatori o insegnanti.

Sony ha presentato un prodotto che avevamo già visto e recensito ad ISE 2017: Vision Exchange, il sistema di collaboration pensato espressamente sia per il settore education che per applicazioni corporate e progettato per offrire una soluzione completa e moderna di collaborazione wireless e BYOD (Bring Your Own Device) in grado di interoperare sia localmente che da remoto.

La prima applicazione che citiamo è quella per contesti formativi e istituti scolastici. Vision Exchange si adatta ovviamente bene ad ogni necessità ma certamente si sposa meglio con le istituzioni scolastiche tipicamente di livello superiore e universitario e soprattutto con quegli istituiti con velleità e possibilità di dotarsi di tecnologia all’avanguardia e votata all’efficienza dell’apprendimento e dell’insegnamento.

Per gli ambiti delle sale meeting e conferenze aziendali, Vision Exchange consente di creare gruppi di lavoro interconnessi localmente o con sedi distaccate appoggiandosi anche a piattaforme di videoconferenze standard e lasciando la possibilità ai partecipanti e relatori di collegarsi attraverso i propri dispositivi personali per condividerne i contenuti ma anche per annotazioni interattive che si possono prendere nel corso delle presentazioni e relazioni.

L’interfaccia BYOD avviene per mezzo di un’app cui si accede inserendo il codice di accesso. Per condividere i propri contenuti presenti sul device personale è sufficiente attivare la funzione di mirroring per condividerli immediatamente, creare snapshot cui imprimere annotazioni e commenti scritti a mano (a dito, attraverso i touch screen dei device BYOD o del display di visualizzazione, posto che sia touch) e inviarle immediatamente o alla fine del meeting o della lezione, come wrap-up o appunti. Sempre attraverso il dispositivo personale client è anche possibile controllare la piattaforma Vision Exchange, senza necessariamente intervenire localmente sull’unità centrale attraverso il suo software.

Vision Exchange è anche dotato di codec per funzionalità di streaming e video conferencing sulle più comuni piattaforme di videocomunicazione.

Se trasposti in contesti formativi e education, le funzionalità e vantaggi di Vision Exchange posseggono il medesimo potenziale dell’uso in contesti corporate anzi, con tutta probabilità tale flessibilità funzionale e di strumenti, se messi al servizio di insegnanti, studenti e IT manager degli istituti scolastici, possono rappresentare una risorsa potentissima e che consente di massimizzare il workflow di lavoro e soprattutto il potenziale d’apprendimento. Questo, in poche parole, è ciò che Sony chiama “Active Learning”, una formula avanzata e moderna di apprendimento attivo che prevede la collaborazione tra studenti e docenti aggregati per gruppi di lavoro, aumentando l’engagement e l’interazione attiva di studenti e professori

Anche l’indicizzazione dei contenuti che Vision Exchange consente crea database di informazioni ordinate e sempre disponibili la cui utilità è del tutto evidente sia nei contesti education che corporate.

Come hardware Vision Exchange si compone dell’unità centrale PEQ-C100 (con 2 ingressi HDMI) o la PEQ-C130 (4 ingressi), e le licenze Active Learning, Remote Communication e Streaming Output License, insieme al software per PC PES-C10.

Le applicazioni education trovano nel sistema UbiCast uno strumento ancora più potente e versatile al servizio dell’attività formativa e didattica. In realtà UbiCast è un’azienda, con cui Sony ha stretto una partnership strategica e commerciale nel corso del 2017, che produce sistemi di registrazione e streaming per l’education. Questa partnership, dal punto di vista tecnologico, consente di unire le risorse tecnologiche delle due aziende moltiplicandone il potenziale di offerta per questo mercato specifico. La soluzione che le due aziende propongono, UbiCast, permette di registrare ma anche di condividere contenuti, annotazioni e riprese tra più aule e sedi attraverso una piattaforma centralizzata, con funzionalità di webcast in diretta o on demand e di delivery “aperta” via USB o FTP.

Anche in questo caso l’indicizzazione dei metadati impostati per i contenuti e le lezioni consente una fruibilità ottimizzata sia per gli allievi, per gli insegnante che per gli IT manager che devono distribuire, gestire e rielaborare per altre attività un database di contenuti che può raggiungere proporzioni massive.

E “massivo” può essere anche il sistema di apprendimento, cosiddetto MOOC – Massive Open Online Course, che consente un processo di apprendimento interattivo e coinvolgente, che UbiCast è in grado di generare.

L’unità hardware centrale UbiCast, il cervello fisico e logico del sistema, può essere controllata da display touch, anche se l’elevato livello di automazione e di intelligenza del sistema non richiede la gestione dell’interfaccia da parte dei relatori o dei professori.

Funzionalità particolarmente utili e degne di nota sono la capacità del sistema di seguire i movimenti del docente, annotazioni, link e quiz interattivi, un OCR per il riconoscimento automatico della scrittura a schermo touch, normalizzazione intelligente dell’audio, indicizzazione automatica e creazione capitoli e indici, statistiche, e molto altro.

Al di fuori dello streaming in diretta e delle piattaforme cui ci si può appoggiare, il contenuto rimane salvato e “riservato” all’interno del server UbiCast ovviando al problema dei diritti sui contenuti caricati sulle piattaforme social garantendone la riservatezza e la proprietà materiale e intellettuale.

L’output di UbiCast prevede di default una risoluzione massima FullHD su connettività HDMI 1.4 ma, in ragione della strategia di Sony di consegnare soluzioni che soddisfino il più possibile le necessità particolari del cliente, l’azienda prevede di implementare già ora su richiesta risoluzioni in 4K consegnando un sistema completamente customizzato. Il futuro e la domanda del mercato dirà se e quando suggerire a Sony di rendere definitiva l’opzione di uscita in altissima risoluzione.

Per coerenza con l’assunto dell’articolo e dei buoni propositi di Sony di parlare solo di soluzioni e non solo di singoli prodotti spendiamo pochissime parole su tre prodotti specifici, un sistema per chioschi multimediali, il proiettore laser VPL-PHZ10 e il display con pannello OLED della serie Bravia.

Il sistema per chioschi multimediali è una soluzione ideale sia per usi di tipo digital signage ma anche come wayfinding per indirizzare opportunamente visitatori, collaboratori e clienti all’interno di edifici di grandi aziende od enti. La soluzione si compone di due prodotti, di fatto, il display touch e uno stativo appositamente progettato in grado di sostenere display da 40 a 75″. Il supporto è disegnato con un’angolazione d’uso del display a 45° per un angolo di visione di interazione ideale con l’utente. Il supporto è inoltre dotato di ruote per spostare facilmente e frequentemente il sistema e un alloggiamento al suo interno per installare computer da interfacciare con l’unità di visualizzazione. Completa questo sistema l’ampia gamma di display, come i LED BRAVIA touch e 4K di ultima generazione di casa Sony

Per la proiezione Sony ha messo in evidenza il loro bestseller laser di quarta generazione (rispetto al primo prodotto laser Sony del 2012), VPL-PHZ10, un 5.000lm WUXGA e con un prezzo talmente competitivo – se pensato nell’ottica di potenza e sorgente luminosa e risoluzione (ma anche di brand) – da rendere abbastanza evidenti le ragioni di successo commerciale del prodotto.

Parlando di tecnologia OLED ovviamente non possiamo parlare di Sony per ciò che riguarda il solo pannello, ma certamente tutto ciò che sta dietro al pannello è totalmente progettato e realizzato dal brand giapponese, incluso il processore interno X1 Extreme che è in grado supportare immagini 4K Ultra HD HDR con una profondità dinamica e dei dettagli davvero considerevole. Un prodotto certamente nato per il consumer di alto livello, ma spesso richiesto in ambienti aziendali di un certo prestigio e attenzione per la qualità e il design.

Così come un singolo prodotto può essere LA soluzione per un’esigenza specifica quanto può esserlo un ecosistema hardware e software più articolato e complesso, ci sentiamo di poter confermare la strada del “solution provider” che (anche) Sony sta percorrendo e promuovendo sul mercato.

A buoni intenditori, buone soluzioni.

Info: Sony

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