Bose Room Match: la due giorni di Roma

Qualche giorno fa siamo stati a Roma per assistere al primo seminario italiano dedicato al sistema da installazione Room Match® di Bose.

La due giorni organizzata con perizia dal team Bose, capitanato dal Responsabile Vendite Italia Divisione Professionale Paolo D’Innocenzo, ha visto la partecipazione di circa cinquanta professionisti e tecnici audio provenienti dal settore dell’installazione, broadcast e touring che hanno potuto assistere ad un esaustivo seminario tecnico comprensivo di prove di ascolto in due differenti location.

E’ stata anche l’occasione per visitare il parco tematico Cinecittà World ed in particolare per apprezzare il lavoro svolto all’interno del Teatro 1 dove è andato in scena lo show multimediale “Enigma” il cui programma sonoro è riprodotto da un sistema Room Match® residente.

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Il primo giorno è cominciato con il pranzo di benvenuto in Hotel per poi proseguire alla volta del parco.

Le soluzioni tecniche scelte per l’effettistica delle attrazioni e per la diffusione sonora delle restanti aeree del parco sono diverse ed ognuna è stata progettata ad hoc e, cosa molto importante, ogni area è in grado di svilupparsi ed adattarsi nel tempo grazie ad un progetto flessibile che prevedere il collegamento delle varie sotto-zone attraverso semplice connessione Ethernet. Ciò rende di fatto possibile l’utilizzo di protocolli di gestione e instradamento del segnale sia attuali sia futuri. Per la diffusione sonora sono stati scelti dal ricco catalogo Bose i prodotti di volta in volta più efficaci, senza trascurare l’altrettanto importante aspetto del camuffamento dei diffusori stessi.

Il Teatro 1 è in sostanza un capannone che non fa dell’acustica il punto di forza. Room Match® viene a supporto proprio in questo tipo di installazioni, dove la possibilità di scegliere cabinet con angoli di dispersione sia verticali che orizzontali diversi, configurati ed assemblati attraverso le direttive di progetto elaborate dal software di gestione Modeler® sound system, semplifica ed ottimizza la sonorizzazione dell’area.

Gli appuntamenti del primo giorno si sono conclusi a metà pomeriggio lasciando ai partecipanti qualche ora libera per godersi le attrazioni del parco, per poi ritrovarsi tutti insieme la sera per una piacevole cena all’esterno del Cinecittà Word.

Il secondo giorno sono cominciati i lavori veri e propri focalizzati sul sistema Room Match®, installato per l’occasione nell’Auditorio del Massimo in zona EUR.

In questa location, decisamente più curata acusticamente, tutti i presenti hanno potuto apprezzare meglio le caratteristiche timbriche del sistema ma soprattutto comprendere, attraverso esempi pratici, la filosofia che si cela dietro a tale progetto.

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Sia durante l’introduzione di Paolo D’Innocenzo sia durante la parte prettamente tecnica curata dall’ing. Moreno Zampieri abbiamo particolarmente apprezzato la chiarezza e la sobrietà del messaggio da parte dell’azienda, che hanno presentato il sistema con obiettività e soprattutto suggerendone l’utilizzo in quelle situazione per il quale è stato concepito, senza mai promettere prestazioni miracolose in applicazioni differenti dall’installazione fissa.

Come prima cosa è bene chiarire infatti che non si tratta di un Line Array come molti di noi sono abituati a pensarlo e soprattutto non è un sistema progettato per il touring. L’azienda lo definisce Progressive Directivity Arrays e trattasi di un prodotto dedicato all’installazione che come tale presenta caratteristiche costruttive peculiari e diverse da quelle di un sistema itinerante, nonostante la sua messa in opera risulti comunque semplice e veloce.

Room Match® risulta rappresenta una valida alternativa in quei luoghi dove si rende necessaria una installazione ad hoc, al fine di diffondere il programma sonoro riprodotto il più possibile costante ed intelligibile in ogni punto della location.

In quest’ottica l’ing. Zampieri ci dice chiaramente che con Room Match “non viene ricercata la gittata massima a tutti costi, ma piuttosto la copertura uniforme e la coerenza dello spettro sonoro in tutta l’area da sonorizzare”.

Il pomeriggio del secondo giorno è stato dedicato all’ascolto in auditorium, prima con musica registrata, poi con una band che ha suonato live.

Yamaha Music Italia come partner tecnico ha ingaggiato per l’occasione la Yamaha Band e ha messo a disposizione i banchi per il missaggio: un CL-5 in sala ai comandi del fonico Cristiano Grassini e un nuovissimo QL-5 per il monitoraggio di palco. Ciò ha permesso anche al brillante product specialist Wouter “Tony” Verkuijl di presentare la tecnologia dei nuovi banchi Yamaha che, tra le altre features, implementano gli splendidi plug-in sviluppati in esclusiva da Mr. Rupert Neve.

Con la musica ancora in sottofondo e gli ultimi saluti ad amici e colleghi abbiamo lasciato la Capitale convinti del fatto che, per quanto ci riguarda, è stato un appuntamento utile e costruttivo, che ha contribuito certamente a far conoscere meglio un marchio molto noto come Bose, ma del quale il mondo dell’audio professionale sembra paradossalmente conoscere poco.

Sotto una intervista a Paolo D’Innocenzo.

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IntegrationMag: Paolo, perché questo evento?

Paolo D’Innocenzo: per noi questo è un evento zero, perché a differenza dei numerosi altri eventi che abbiamo fatto in passato, in questa occasione abbiamo voluto incontrare persone e tecnici che esulano un po’ da quello che può essere il nostro standard. Abbiamo quindi invitato fonicitecnici audio, progettisti, consulenti ed installatori proprio al fine di far conoscere meglio la tecnologia Room Match®, ma anche conoscere loro.

IntegrationMag: quali erano gli obbiettivi della due giorni?

Paolo D’Innocenzo: fondamentalmente ci eravamo prefissati tre obbiettivi. Il primo era quello di offrire un aggiornamento professionale che crediamo essere sempre importante per qualsiasi tecnico o progettista. In secondo luogo c’era la volontà di riposizionare l’azienda Bose nel mondo del professionale, in quanto ci siamo accorti che nel settore dell’audio pro molti conoscono il marchio Bose, ma pochi sanno in maniera estensiva quello che i nostri prodotti sono in grado di fare. Come terzo motivo, che poi è strettamente collegato al secondo, diminuire il grado di pregiudizio nei confronti di Bose. Tanti credono che Bose sia un marchio attivo solo nel consumer ma non altrettanto nel professionale. Questa cosa per quanto ci riguarda è priva di fondamento e non corrisponde alla realtà. Abbiamo dei prodotti che sono in grado assolutamente di competere nel mercato e, nel caso del Progressive Directivity Array Room Match, possiamo anche essere decisamente competitivi. Insomma, come a dire “ci siano anche noi!”.

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IntegrationMag: Paolo, più volte durante la presentazione avete espressamente detto che i vostri sistemi non sono progettati per il mercato del “touring”, ed hai anche detto che è un mercato nel quale non volte “ancora” ancora entrare. Ti è forse scappato un “ancora”. C’è qualche cosa che puoi svelarci?

Paolo D’Innocenzo: beh, diciamo che come avete potuto constatare abbiamo la tecnologia e abbiamo un reparto R&D attivo e sempre alla ricerca di nuove soluzioni quindi chissà che l’azienda non ci riservi qualche sorpresa…
Sicuramente dopo questa prona esperienza continueremo a proporci e confrontarci col mondo del professionale ed in questo senso consigli, suggerimenti e critiche sono sempre ben accette!

info: www.bose.it/IT/it/professional-sound-systems/

Aldo Chiappini 
Editor-in-Chief

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