Bose F1, come cambiare la dispersione verticale con una mano

E’ stata la prima conferenza stampa del primo giorno alla quale abbiamo assistito a Francoforte che, in definitiva, ha tracciato la strada più interessante nel settore del sound reinforcement.
Bose da tempo insegue una strategia particolare, progettare sistemi audio che siano in grado di rendere al meglio in base alla location nei quali vengono impiegati.

Bose F1

La novità era rappresentata da Bose F1 che nasce dall’esperienza maturata con la famosa line L1. F1 è però un sistema più performante rispetto al predecessore (ed anche più grande) che può essere adatto a club o a location di musica dal vivo piccolo e medio piccole. La particolarità è data dal fatto che, grazie alla possibilità di curvare meccanicamente l’array composto dai vari moduli, il sistema è in grado di variare in base a 4 schemi di copertura: “Straight”, “J”, “Reverse J” o “C”.
Una volta impostato in maniera semplice e con un semplice movimento meccanico, il DSP incorporato a cambia automaticamente l’EQ per mantenere ottimale bilanciamento generale del sistema.
Il diffusore per le alte e le medie frequenze – in realtà praticamente full-range – include al suo interno otto driver per le medie ed alte frequenze ed un 12’’ per la parte bassa. Il subwoofer invece è formato da un doppio 10’’. F1 è provvisto anche di due canali di entrata indipendenti con controllo del livello di ingresso.

Info: Bose

IntegrationMag Staff
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