Visione, suggestione, sintesi e astrazione: il potere del design e dei sistemi Panasonic al Fuorisalone 2018

Si è chiusa ieri, 22 aprile 2018, l’esposizione e l’installazione artistico-tecnologica di Panasonic tenutasi nel prestigioso cortile del Palazzo di Brera a Milano, in occasione della Milano Design Week.

In anteprima rispetto all’apertura ufficiale al pubblico IntegrationMag, insieme ad altre testate italiane ed europee di riferimento per i settori professionali e consumer, è stata invitata alla conferenza stampa e alla “premiére” dell’installazione allestita all’interno del Palazzo di Brera.

Design, engagement, profonde e sorprendenti esperienze sensoriali sono le chiavi di lettura di un’installazione che ha coinvolto tecnologie visuali e condizionamento e purificazione dell’aria, audio e illuminazione d’effetto. In questo contesto, proiettori Panasonic PT-RQ32, delle macchine da 27.000lm in 4K con ottiche fisheye ET-D3LEF70, proiettavano su un emisfero a cupola immagini liquide e rarefatte che si sposavano senza soluzione di continuità con l’aria pura e il vapore acqueo diffuso nel “pallone” installato all’interno del cortile.

Per gli interessi tematici di IntegrationMag, ciò che ci interessa evidenziare è l’uso sapiente e mirato dei proiettori PT-RQ32 e delle speciali ottiche fisheye ET-D3LEF70 progettate per proiezioni dome ad altissima risoluzione.

Il PT-RQ32 è un proiettore laser da 26.000lm (27.000lm centrali) con risoluzioni native e di proiezione 4K. Per questo tipo di installazioni torna particolarmente utile la connettività HDBaseT che consente di portare segnali in 4K fino a 50mt (150mt in FullHD) con un semplice cavo categoria, mentre la tecnologia laser consente un posizionamento libero del proiettore in portrait o landscape e una durabilità della qualità delle immagini nel tempo. La qualità delle immagini è anche assicurata dalla tecnologia di interpolazione dei frame di Panasonic che può portare fino a 240 frame per secondo interpolati a partire da flussi a 24-60fps, con risoluzioni fino a 5120x3200px in 16:10. Tale qualità delle immagini, in termini di dettagli e fluidità dei movimenti, aumenta considerevolmente la percezione di spettacolarità e coinvolgimento della videoproiezione.

A proposito di tecnologie sviluppate per il coinvolgimento le ottiche fisheye ET-D3LEF70 sono state ingegnerizzate per supportare risoluzioni stupefacenti e spettacolari in 4K e oltre con luminosità fino a 30.000lm. La praticità d’installazione è assicurata dalla possibilità di fare uno shifting dell’ottica di ±37% in verticale e ±17% in orizzontale che, insieme alla flessibilità dei proiettori laser, consentono installazioni veloci da realizzare e curate nella resa visiva e nell’ingombro estetico.

L’installazione nel cortile di Brera era infatti indubbiamente coinvolgente e stupefacente, per la qualità delle immagini, il coinvolgimento della superficie di proiezione a cupola ma anche per il peculiare e inusuale stile di questa rappresentazione installata che combinava arte, tecnologia, suggestione e visionaria filosofia.

L’imponente tensostruttura sferica dal diametro di 20 metri evocava ciò che veniva immesso nell’aria al suo interno: gocce d’acqua. Una enorme goccia d’acqua al cui interno videoproiezioni e immagini suggestive, suoni e microparticelle di acquata atomizzate dalla tecnologia Panasonic Silky Fine Mist e dal sistema di purificazione dell’aria Nanoe X sospendevano il pubblico di visitatori in un spazio vuoto e denso, di luce ed ombre, in una dimensione fluttuante, eterea e senza tempo.

E qui sta il significativo paradosso che i giapponesi di Panasonic hanno portato nell’inquinata e frenetica Milano, una città tutta da bere, lavorare, arredare, attraversare nel brulicante traffico, vestire e monetizzare.

Condizionati e ossidati dalla fuliggine inquinata dei giorni nostri e dalla nebbia d’altri tempi cui noi italiani, soprattutto del Nord, siamo abituati, qualche giornalista non ha forse colto la dimensione minimalista, onirica, di cura della persona e dell’ambiente, e la mentalità zen tipica della cultura e dell’estetica giapponese. Per noi “occidentali” spettacolarità significa clamore, rumore, eccessi di colore, luminosità e bagliori accecanti. Molto spesso però sembra mancarci la capacità di visione, di immaginazione, di suggestione, di sintesi e di astrazione – e questi sono i termini con cui vogliamo definire questa peculiare e unica installazione multisensoriale.

Ciò che invece percepiamo perfettamente qui in occidente è la dimensione e il valore del design. Al di là di come sia possibile declinare e forgiare il design sulla base dei nostri schemi e usi mentali e culturali, senza ombra di dubbio proiezioni con tale qualità e definizione, luminosità e superfici di proiezione avvolgenti e coinvolgenti, rientrano in una ricerca di design attraverso la quale le tecnologie audiovisuali moderno hanno trovato un’importante chiave di lettura e di promozione. Questo modo di impiegare e interpretare la tecnologia al servizio del design può consentire ad architetti, progettisti, ma anche alle aziende e professionisti che perseguono le forme moderne avanzate di comunicazione e coinvolgimento, di potere attingere a validi e potenti strumenti per il design e di dare valore e merito ad hardware che altrimenti potrebbero essere superficialmente ricondotti a meri aggregati di elettroniche e meccaniche.

Non a caso i temi conduttori di questa installazione e della imminente celebrazione dei primi 100 anni di attività di Panasonic erano riassunti nelle parole, culture, living space communityAnche il nome dell’installazione era evocativo e significativo alla luce di queste considerazioni: Transitions conduce probabilmente il mondo moderno, contaminato da inconsistenza materica e impoverimento della comunicazione, verso scenari di visione, esperienze e sensazioni intangibili e leggere che restituiscono la giusta dimensione esistenziale per l’uomo, la mente e la natura. Un paradosso in cui tanta filosofia ed elaborazione eidetica rappresentata da un’installazione di questo tipo è stata resa possibile grazie a concrete e tangibilissime tecnologie e dispositivi hardware. Certamente la qualità componentistica e tecnologica Panasonic, accanto alla forma mentis tipica della casa nipponica e dei giapponesi in generale, ha fatto la sua parte!

Info: Panasonic

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