Design, l’integrazione di sistema per essere moderna si fa “chic”

Sono ormai definitivamente passati gli anni in cui l’integrazione di sistemi prevedeva, in linea di massima, una formula di progettazione che prendeva in considerazione quasi esclusivamente le componenti funzionali e di architettura di sistema(?).

Il punto interrogativo rimane ancora oggi in una parentesi che circoscrive i singoli casi e i limiti di budget, per le installazioni audiovisuali ma anche per molti progetti di building automation, domotica e illuminazione integrata. Eppure, sempre più, i trend di mercato mostrano una spinta ineluttabile verso i dettagli, la cura estetica, l’effetto wow e il coinvolgimento di un pubblico che, da qualsiasi prospettiva esso guardi o lo si guardi, rappresenta un punto di vista più “raffinato” e “patinato”.

Questo fenomeno lo si può osservare anche nel torrente dell’IoT che sta conducendo la tecnologia consumer, che da sempre ha curato l’estetica di prodotto ai massimi livelli, verso sistemi interconnessi e funzionalmente evoluti che si avvicinano ai concetti più complessi e più “customizza(n)ti” dell’integrazione di sistema. Questa integrazione è ancora più evidente – e anche connaturata – nella domotica, un settore che sempre più si sta avvicinando al grande pubblico e che non può tollerare sistemi interconnessi con “accrocchi” funzionali o estetici.

Analogamente anche le aziende che producono sistemi destinati all’integrazione per eccellenza oggi guardano a sistemi e servizi come Alexa, Spotify, Netflix o Airplay come una componente di sviluppo per il proprio mercato e per il proprio catalogo di soluzioni tecnologiche che coccola sia l’utente “comune” che l’occhio raffinato.

Tornando al nostro mondo e ai nostri mercati, abbiamo voluto parlare di attenzione all’estetica delle installazioni e integrazioni di sistema con un’azienda tutta italiana che da anni introduce nel mercato soluzioni di alto livello funzionale, di affidabilità operativa, di estrema e maniacale cura dei dettagli e scelta dei materiali e componenti. Stiamo parlando di Euromet, azienda rinomata per il suo “MADE ONLY IN ITALY” e leader nel settore dei supporti per sistemi audio e video professionali, un’azienda che ha colto ormai da tempo questa velleità da “esteta” del mercato. Euromet, non a caso, ha recentemente presentato un sistema di supporti per display per il corporate e il digital signage dal nome e dalla natura inequivocabile, CHIC, idea e prodotto dal quale abbiamo tratto ispirazione per questo articolo.

Cristiano Traferri, Business Development Director, Euromet (6)

Cristiano Traferri, Business Development Director di Euromet, persona dall’enorme esperienza nel settore, disponibilità e simpatia, esprime in questo articolo il suo punto di vista e quello di Euromet.

IntegrationMag: Cristiano, stiamo assistendo ad una convergenza, a una ingerenza o è il mondo consumer (o del consumo, o del consumo integrato e interconnesso) che sta cercando di ingerire, inglobare, digerire (e prima o poi forse anche espellere) il professionale e i sistemi integrati più complessi?

Cristiano Traferri: “E’ una evoluzione naturale dove la funzionalità oramai non la si richiede ma la si pretende e la si dà per scontata, ora la maggiore attenzione si è spostata sull’impatto visivo e il grado di “pulizia di design” che si offre all’utente finale e, come dice un famoso detto, ‘la bellezza salverà il mondo’ “.

La bellezza salverà il mondo, ma forse non il budget. Potremmo infatti individuare nel fattore prezzo/budget e nel livello di customizzazione e dettaglio la linea di demarcazione tra soluzioni e sistemi consumer e soluzioni professionali ed integrate. 

IM: è dunque il fattore prezzo/budget a ha determinare il livello qualitativo ed estetico di molte installazioni?

CT: “oggi il mercato – e non solo il nostro ma tutti in generale – ha sì spesso l’occhio puntato sul prezzo, ma oramai sempre di più guarda al dettaglio, fattore di cui l’utente finale e l’integratore si stanno rendendo sempre più consapevoli. E’ un argomento, nella visione di un progetto o di un’installazione, che fa la differenza e che restituisce importanza e centralità a quel fattore di “valore percepito” che non è sempre facile quantificare a livello di prezzo/costo.

D’altra parte, un grande progetto o un sistema complesso richiede infatti fasi di studio, progettazione, integrazione e installazione difficilmente gestibili dall’utente finale stesso, così come la cura dei dettagli e dell’estetica, la solidità del sistema installato e la personalizzazione “fine” non possono essere ritrovati nelle soluzioni nate per il mercato consumer o pro-sumer.

CT: Quando l’integratore dà una soluzione che risolve o ancor meglio previene un problema a cui il cliente non sapeva porre rimedio la variabile prezzo ha sempre meno valore discriminante specie per installazioni di un certo livello e prestigio. E con “soluzione” mi riferisco sia alla componente funzionale, consentendo di ottimizzare l’operatività e l’uso dell’apparato installato, sia alla componente estetica.

IM: questo vale sia per le aziende che per gli enti pubblici?

CT: questo è un argomento dolente e controverso: il discorso qui cambia quando si parla di bandi pubblici dove purtroppo troppo spesso il driver principale è il prezzo e in cui il prezzo è davvero troppo ridotto per consentire soluzioni al 100% perfette o che integrino perfettamente funzionalità ed estetica”

Ogni tanto il design degli integratori IT s’ingarbuglia (7)

Un’altra maggiore convergenza tra mercati arriva dall’integrazione di sistemi audiovisuali realizzata o commissionata da system integrator IT. Anche in questo caso il fattore design dei prodotti da installare è una chiave di successo e di gradimento del cliente finale. Per quei progetti che nascono inglobando l’infrastruttura di rete, hardware IT e hardware non IT, come display digital signage, proiettori, sistemi di collaboration o conference, o diffusione audio che sia, non tenere in considerazione il valore che un’installazione esteticamente perfetta rappresenta può decisamente fare la differenza tra un’integrazione di prim’ordine e moderna e un’integrazione “ordinaria”. Se questa differenza, almeno ai nostri occhi, è già evidente per le applicazioni corporate lo è senza dubbio ancora di più per i settori retail, museale o hospitality dove sempre più le infrastrutture di rete stanno diventando essenziali per una gestione flessibile e avanzata e dove il contatto diretto con un certo tipo di pubblico non può che richiedere una cura del design ineccepibile.

IM: i System Integrator IT possiedono tutte le competenze di progettazione e di design che hanno (o dovrebbero avere) i SI AV?

CT: “oggigiorno IT e AV hanno fatto un merging e si possono definire a tutti gli effetti “coppia di fatto”. Manca poco che non vi sarà più questo tipo di distinzione, o forse verrà coniato un altro acronimo che comprenda entrambe le parti. In ogni caso ben venga questa “unione”, sia l’IT che l’AV hanno molto da imparare reciprocamente, a mio avviso, e una sinergia vera e qualificata non potrà far altro che dare valore aggiunto e soluzioni più integrate e performanti per l’utente finale e – di riflesso – a tutto il mercato.”

Non sappiamo quale potrà essere il nuovo acronimo che rappresenterà la sinergia tra integratori IT e AV, di certo ci auguriamo che quel nome racchiuda in sé anche l’attenzione all’estetica e al design visivo delle installazioni.

Quando un’installazione videowall e la precisione dei suoi supporti fa design (6)

IM: un’ultima domanda. E gli interior designers stanno cogliendo il valore e le opportunità che la tecnologia può offrire loro o la tecnologia è ancora “questa sconosciuta” agli interior designers?

CT: “Ho avuto l’occasione e il piacere di affrontare l’argomento con un mio caro amico ed importante architetto che cura – tra gli altri – gli studi RAI per i nuovi palinsesti, Lui stesso mi ha confermato che oggi è diventato fondamentale avere una visione tecno-artistica, ed è proprio questa una discriminante fondamentale per chi si occupa sia di installazioni e allestimenti che integrino dell’AV o di broadcasting in qs casi. Nella stessa misura anche nel residenziale, là dove ciò che viene installato è alla vista di tutti, estetica e design sono le indiscusse anime protagoniste della tecnologia.”

IM: che sia l’influenza del mondo consumer, della domotica, delle installazioni e allestimenti aziendali o in ambito formativo più sobri e eleganti, o per dare decoro e raffinatezza alle sinergie con gli integratori IT, Euromet ha saputo ben interpretare questi trend e ha concepito un prodotto il cui design e nome sono tutto un progetto, CHIC, una soluzione che eleva una volta per tutte i supporti e gli stativi al livello di “protagonista” tra le tecnologie AV. Cosa vi ha spinto a progettare CHIC e a dargli questo nome?

CT: era ora che eleganza coincidesse anche con l’affidabilità che di solito ci contraddistingue. Così abbiamo deciso di vestire di “gran soirée” il nostro nuovo supporto Video, non mancando di attenzione alla producibilità e l’eccellenza nei materiali usati. Il nome è venuto in mente a me di getto la prima volta che ho visto il prototipo e ho immediatamente realizzato che CHIC è un termine internazionale inequivocabile … ed ecco qua CHIC!”

CHIC di Euromet (6)

Già, ciò che può essere considerato un “accessorio”, come può esserlo un supporto per display o per proiettori o come può esserlo un supporto per microfoni da podio, oggi come oggi può farsi rappresentante di quella attenzione al dettaglio – funzionale ed estetico – che ben esprime e completa l’architettura, l’interoperatività e l’affidabilità di un sistema integrato e complesso.

Una volta si pensava che potesse bastare una staffa fissata al soffitto o un tavolino con i cavi penzolanti per pensare che il sistema installato fosse completo e soddisfacente per il committente. Oggi, che si tratti di progetti in contesti corporate, hospitality, conference o retail o che si tratti di digital signage, video mapping, sistemi di collaborazione aziendale o per la formazione, nulla può essere lasciato al caso né all’approssimazione estetica, e ormai nessun committente accetterà installazioni non perfettamente curate, durature e – perché no – CHIC!

Per maggiori informazioni su Euromet e il supporto per display CHIC:

Crediti foto:
1) 2) Foto di mshump, dal blog “The Emotiva Lounge” di Emotiva, produttore sistemi audio home theatre
3) Foto ripresa da Emanuele Prochietto, redattore di IntegrationMag
4) 5) Pagina “Funny/Scary AV Installations – Don’t Let this Happen to You…” di David Riberi, Co-Owner del system integrator AV Lightwerks, Los Angeles, CA.
6) Foto di Euromet
7) Foto originale di versageek (link) CC BY-SA 2.0

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