Innovazione sempre più smart alla terza edizione di ICTSolutionsDay 2017 organizzata da Allnet.Italia

Innovazione è la parola chiave del Convegno #ICTSolutionsDay 2017, organizzato da Allnet.Italia presso il Centro Congressi del Royal Hotel Carlton di Bologna: un evento, sempre più smart, giunto quest’anno alla ­­­­terza edizione e rivolto a System Integrator, ISP, Reseller e Installatori.

Il programma, ricco di contenuti e organizzato in cinque sessioni di cui una alla mattina e quattro nel pomeriggio, è stato sviluppato da Allnet.Italia al fine di approfondire nuovi scenari e strumenti necessari per orientarsi nella trasformazione digitale. La plenaria ha visto protagoniste le Unified Communications & Collaboration (UCC) e le relative tecnologie disponibili per le aziende, che decidono di scommettere su metodi di collaboration per aumentare la loro efficienza e produttività. Smart Working e VoIP, WiFi & Wireless Infrastructures, Cyber Security e Videosorveglianza sono stati i focus dei workshop pomeridiani in cui sono state condivise importanti novità e best practice. Unified communications & collaboration (ucc): la rivoluzione che sta cambiando il mondo del lavoro.

“Comunicare è una questione di voce, idee ma, soprattutto, di numeri. Le UCC, il mercato e la rivoluzione che sta cambiando il nostro modo di vivere” è il titolo dell’intervento di Marco Maria Lorusso – Direttore Responsabile Digital4Trade che ha illustrato i dati emersi da una ricerca condotta dall’azienda su un campione di 80 società di grandi, medie e piccole dimensioni appartenenti ai settori: automotive, pharma, GDO, edilizia, finanza, manifacturing, sanità, hospitality, utility e agricoltura.

L’indagine ha rivelato che i sistemi maggiormente utilizzati per lo scambio di informazioni sono, in ordine di priorità, i seguenti: posta elettronica, riunione classica, uso del telefono, chat interna, call online tramite piattaforma aziendale di video-collaboration e, infine, all’ultimo posto si posiziona la call online tramite chat.

Un ulteriore dato significativo riguarda la condivisione e lo scambio dei documenti, che avviene tramite e-mail nel 98% dei casi, con piattaforme interne di file sharing per un 43%, mediante soluzioni tipo wetransfer per un 35%, con cloud storage 15% o social collaboration per un 9%. Nell’ambito della risposta multipla il 23% del campione intervistato utilizza una piattaforma collaborativa per la gestione documentale. E i documenti, sono accessibili in multicanalità? Nel 58% dei casi sono disponibili esclusivamente da computer aziendale o personale e solo per il 16,25% anche da notebook, tablet e smartphone.

Da questo scenario emerge come il margine di crescita e diffusione per le UCC in Italia sia ancora molto ampio: il 34% delle imprese intervistate percepisce, infatti, i workflow aziendali come una barriera da rimuovere e il 29% è disposto a valutare l’utilizzo di una piattaforma collaborativa che elimini l’uso delle email per mezzo della creazione di gruppi di lavoro per la condivisione di qualsiasi tipo di informazione e di file in modalità multicanale. Le soluzioni di questo tipo, inoltre, riscuotono un discreto successo in Italia: il 30% delle grandi imprese ha realizzato progetti di Smart Working nel 2016, un +17% rispetto all’anno precedente.

Nel corso della plenaria Marco Mazzucco, Digital Transformation Advisor, Senior Researcher Osservatorio Digital Innovation Politecnico di Milano ha condiviso il tema diCome si costruisce una vera collaboration? Così le UCC trasformano il nostro modo di lavorare e fare business, illustrando i costi dell’inefficienza causati dai metodi di comunicazione tradizionale. In molti ambienti di lavoro le informazioni vengono condivise nel corso di riunioni o tramite mail. Un approccio che provoca una notevole perdita di focus e di tempo: è stato, infatti, calcolato che 2,5 ore al giorno vengono impiegate per compiere attività che potrebbero essere automatizzate. La leva su cui consiglia di intervenire è il Digital working, che deve influenzare i modelli organizzativi e i comportamenti delle persone, oltre che i sistemi e gli strumenti utilizzati. La transizione verso metodi di comunicazione e condivisione delle informazioni, inoltre, è un processo che deve essere gestito in modo corretto, attraverso scelte strategiche e ponderate, procedendo per fasi e partendo da esigenze specifiche e legate a obiettivi di business concreti e misurabili.

Oltre a Broadsoft, Mitel e Digital4Trade hanno preso la parola anche i rappresentanti dei seguenti brand: 3CX, AVM, Edgewater Networks, Kalliope PBX, Lifesize e Polycom, apportando interessanti spunti di riflessione. Il lavoro oggi si trasforma in un nuovo paradigma, in quanto non più strettamente correlato ad un luogo fisico, ma come attività svincolate da ogni limite spaziale. Questa definizione costituisce una sfida per le aziende, che sono sempre più interessate alle nuove tecnologie quali ad esempio piattaforme online e cloud, valide alternative alla telefonia tradizionale. È in rapido aumento il numero delle imprese che decidono di investire in una rinnovata produttività: il 53% delle società usano le UC, il 93% utilizza almeno una App di collaboration, mentre l’85% considera il contact center come un differenziante competitivo.Smart working e voip trasformano l’ufficio del futuro.

“Ma avremo ancora un ufficio nel futuro? Casi, storie e soluzioni per capire come lo smart working sta per cambiare la nostra vita. Come si costruisce l’ufficio del futuro al servizio di imprese e, soprattutto, degli utenti”. In tal senso, le UCC sono un progetto, non un prodotto: questo il motto del workshop, a cui hanno partecipato Estos, Gigaset, Jabra, Plantronics, Revolabs, Snom, Yealink, 2N, Ascom, Audiocodes, Fanvil, Grandstream Networks, Patton e Spectralink. In relazione alle tematiche: “A che numero risponde il futuro? Il protocollo IP e la rivoluzione di voce, video e dati ovunque, comunque, in tempo reale. Cosa è possibile fare concretamente oggi? Come e quali soluzioni i vendor sono in grado di portare nelle imprese e con quali vantaggi per il canale?Barbara Melloni di Jabra illustra come le UCC stiano cambiando il mondo del lavoro in tre ambiti principali: le tecnologie, grazie alla progressiva sostituzione dei PC con i dispositivi mobile, la cultura, ovvero il lavoro, che corrisponde sempre meno a un posto fisico e la grande sfida che deriva dal passaggio da PBX a UC.5G segnera’ il tramonto del wi-fi & delle infrastrutture wireless?

“L’avvento del 5G decreterà il tramonto del Wi-Fi o segnerà l’inizio della sua età d’oro? Viaggio nella rivoluzione del Wi-Fi a fianco delle reti mobili, i vantaggi, le opportunità, gli errori e i rischi da evitare”. Dagli interventi a cura di Fortinet, Ruckus Brocade, Linkyfi, Cloud4wi, Ubiquiti Networks, Ceragon, Mimosa Networks, RF Elements e Microcens è emerso come l’utilizzo di dispositivi wireless da qui al 2020 subirà un vertiginoso aumento. I relatori hanno, inoltre, sottolineato come il pool degli utenti sia molto cambiato nel corso del tempo, espandendosi in maniera capillare: se in un primo momento l’accesso al wireless era impiegato quasi esclusivamente per sale riunioni e convegni, la tendenza attuale mira, invece, a coinvolgere anche utenti e clienti, oltre che il personale interno. A tale trasformazione si accompagna, inoltre, un progressivo incremento delle aspettative circa il funzionamento di queste tecnologie. Nonostante siano sempre più numerose le imprese che ritengono la mobilità un elemento prioritario (71%) o che daranno spazio, in futuro, alla flessibilità del lavoro (40%), sono ancora presenti alcuni vincoli: la principale preoccupazione, per il 38% delle imprese intervistate, è costituita dalla mancanza di controlli di sicurezza, mentre il 37% individua nei dispositivi antiquati un problema da superare per una migliore produttività aziendale tramite l’utilizzo di infrastrutture wireless.

Cyber Security: rischi e opportunita’.

Il focus sulle minacce informatiche ha visto protagonisti Sophos, Storagecraft, Digital4Trade, P4I, Acunetix e Fortinet. Introduce il workshop Anna Italiano, Avvocato a P4I, che nel suo intervento approfondisce le novità in materia di sicurezza informatica. Il Regolamento europeo n° 679/2016 sulla Cyber security e la protezione dei dati, che entrerà in vigore dal 25 maggio 2018 definisce le ulteriori misure tecniche e organizzative che dovranno essere adottate dalle aziende, come ad esempio la pseudonomizzazione e la cifratura. Le società, inoltre, dovranno essere in grado di assicurare la continua riservatezza, integrità, disponibilità e resilienza dei sistemi e dei servizi che trattano i dati personali. Infine, saranno chiamate ad implementare una procedura che provi, verifichi e valuti regolarmente l’efficacia dei nuovi processi, a garanzia della massima sicurezza nel trattamento dei dati.

In aggiunta dagli interventi sono emerse cifre significative in merito alla vulnerabilità web. Dal quadro delineato da Paula Álvarez di Acunetix si evince come siano soprattutto le PMI ad affrontare i rischi più grandi, in quanto, oltre ad avere una sicurezza online più debole, svolgono moltissime attività ricorrendo a servizi di cloud poco sicuri. Tutto ciò significa che spesso i dati sensibili sono protetti da blocchi semplici da decriptare. Le minacce, però, possono essere trasformate in opportunità, ricorrendo ad innovative tecnologie o ad alleanze strategiche per la sicurezza e creando rapporti di fiducia con i propri clienti.

Altro tema chiave sono i rischi derivanti da eventuali ransomware, approfonditi da Marco Maria Lorusso, Direttore Responsabile Digital4Trade. Negli ultimi 12 mesi hanno rappresentano una minaccia concreta per moltissime imprese, interessando 9 fornitori di servizi su 10, su un campione di oltre 200 fornitori di servizi IT, che hanno eseguito interventi a causa di infezioni da cryptovirus. Un dato che diventa ancor più allarmante se si considera che solo 1 vittima su 4 denuncia l’attacco alle autorità. Un’analisi aggiuntiva evidenzia che il 75% del campione ritiene che gli attacchi ransomware aumenteranno in futuro, il 17% afferma che il rischio rimarrà ai livelli attuali, mentre appena l’8% pensa che diminuirà. Tuttavia, solo il 24% delle aziende è consapevole dei rischi a cui è esposto ed il 38% degli intervistati conferma di aver avuto problemi di ransomware con applicazioni cloud, come Dropbox, Office 365 e Google Apps. Un altro dato degno di nota riguarda infine il pagamento del riscatto, dal valore medio di 500 euro, che in un caso su tre non ha comunque permesso di riottenere l’accesso ai dati.Controllo accessi e sicurezza: il ruolo cruciale della videosorveglianza.

Punti di vista stimolanti sono stati forniti dai relatori di Assa Abloy, Selea, Mobotix, Qnap, Flir, Tattile e AxxonSoft. È emerso come sia ancora ampio il margine di crescita e diffusione di nuove soluzioni nel settore della videosorveglianza, specialmente se applicate ad esigenze specifiche, come il controllo degli accessi o l’identificazione delle targhe. Come sottolineato da Raffaele Gennari di Assa Abloy, le porte meccaniche sono quelle più diffuse, ma rappresentano anche un grande rischio per la sicurezza: è per questo che la richiesta di soluzioni facili ed economiche, ma al tempo stesso performanti sta aumentando in maniera esponenziale. Infine, l’intervento di Simone Zani di Selea mostra come anche il settore dell’identificazione delle targhe sia in forte espansione, per porre rimedio, ai fini della sicurezza, ai problemi causati dal 13,1% di veicoli non assicurati e non revisionati.

Info: Allnet.italiaICTSolutionsDay 2017

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